Pillole quotidiane

INCLUSIONE

La crescente diversità culturale della popolazione minorile italiana ha supposto per le istituzioni scolastiche un ripensamento strutturale. Nel tempo si è venuto a creare un vero e proprio modello educativo italiano, della pedagogia interculturale, erede di una tradizione educativa inclusiva che valorizza la convivenza e l’accoglienza di varie forme di diversità

L’educazione inclusiva: è un processo di rafforzamento della capacità del sistema educativo di raggiungere tutti i discenti… Come un principio globale, dovrebbe guidare tutte le politiche e le pratiche educative, partendo dal fatto che l’educazione è un diritto umano fondamentale e la base per una società più giusta e uguale (UNESCO, 2009).

In questi vent’anni l’immigrazione ha cambiato la scuola, ma è anche vero il contrario, e cioè che anche la scuola ha cambiato l’immigrazione e i soggetti che la compongono, i quali, grazie alla scuola, sono diventati un po’ più “di casa”. Attraverso l’analisi del lessico utilizzato nel tempo nelle esperienze e nei progetti relativi all’inserimento scolastico degli alunni stranieri, si possono ripercorrere i cambiamenti di questi anni: agli esordi venivano usati soprattutto i termini di “accoglienza e inserimento” ; più tardi le parole “integrazione e intercultura” sono state le più citate; ora è giunto il tempo dell’inclusione. Nella recente c.m. 2/2010 si legge infatti : “Sono questi i presupposti e i requisiti irrinunciabili che consentono di coniugare efficacemente l’obiettivo della massima inclusione con quello di un’offerta formativa qualitativamente valida , che tenga conto delle situazioni di partenza e delle necessità di ciascun alunno” .

Con il tempo , il numero degli alunni stranieri è andato aumentando di anno in anno e l’attenzione si è indirizzata soprattutto alle misure e agli interventi a carattere “compensatorio”: l’insegnamento dell’italiano , la mediazione linguistico -culturale , la rilevazione delle competenze e delle biografie scolastiche e linguistiche in ingresso , le modalità di valutazione …. E’ questa la fase in cui oggi si trova la maggior parte delle scuole e che prevede come destinatari e oggetto delle azioni gli alunni stranieri e le loro carenze . In questa direzione , molti passi avanti, fortunatamente, sono stati compiuti e gli insegnanti possono attualmente contare su: protocolli di accoglienza , materiali didattici variegati , esempi di programmazioni , testi di studio semplificati e più accessibili dal punto di vista linguistico , maggiore competenza e più densi scambi professionali anche a distanza .Si può iniziare a parlare di fase dell’inclusione in cui si possano coniugare le due finalità : da un lato , diffondere e portare a sistema le pratiche e i dispositivi efficaci di integrazione sperimentati e , dall’altro , imparare e insegnare a vivere insieme , uguali e diversi , in pari dignità . Cittadini di uno stesso Paese.

Le definizione dei minori, non originari, che vengono date nei diversi paesi sono sfumature di uno stesso colore in quanto alunni stranieri o di cittadinanza non italiana (Italia , Spagna , Germania ) , per giungere al loro riconoscimento come appartenenti a gruppi etnici e a minoranze (USA, Gran Bretagna , Olanda) , o ,ancora, al loro essere cittadini a pieno titolo , pur se di origine immigrata o straniera (Francia) . I criteri e le logiche che agiscono sullo sfondo e che indirizzano verso l’una o l’altra definizione trovano la loro espressione nell’enfasi che esse pongono su aspetti diversi politici, giuridici. In Francia , ad esempio si usa spesso il termine ENAF (élèves nouveaux arrivés en France ) , mentre in Gran Bretagna , il piano che li riguarda è denominato NAEP (New Arrivals Excellence Programme) . Almeno cinque sono le criticità per in minori in arrivo, che si presentano e che si sono già rese evidenti : le difficoltà di ingresso nella scuola; il ritardo scolastico inteso come l’inserimento in una classe non corrispondente all’età anagrafica , cumulando così un ritardo scolastico , rispetto ai coetanei , di uno , due o più anni ; l’insuccesso scolastico;la prosecuzione degli studi, una parte consistente degli alunni stranieri ha difficoltà a proseguire gli studi dopo la secondaria di primo grado ; la competenza in italiano (nella lingua locale) seconda lingua. Se l’acquisizione dell’italiano per comunicare avviene in tempi relativamente brevi – grazie anche ai contatti numerosi e densi con i pari a scuola e nel tempo libero (socializzazione) – l’apprendimento della lingua veicolare richiede tempi lunghi , modalità didattiche protratte di facilitazione e semplificazione,materiali didattici efficaci. Dispositivi ,capacità e risorse di cui spesso le scuole non hanno la disponibilità per cui si struttura una sorta di sfiducia, di disinvestimento che ostacolano l’inclusione.

Sono dieci le possibili azioni che possono essere intraprese per rendere il percorso di adattamento funzionale, distinte a loro volta in tre categorie: azioni di sistema , azioni di integrazione , azioni di inclusione interculturale . Azioni di sistema 1-raccolta e analisi puntuale dei dati (in particolare , riferite agli alunni ricongiunti ); 2-accordi tra le scuole di una stessa zona o città e alleanze/protocolli territoriali per la gestione condivisa e coordinata delle iscrizioni e dei flussi degli alunni neoarrivati e per la concertazione delle azioni ; 3-disponibilità e diffusione di documentazione specifica e di strumenti mirati (materiali plurilingui , materiali didattici , testi mirati , progetti significativi, documenti sul tema ecc…. ) , accessibili anche on-line , a disposizione degli insegnanti e degli operatori ; 4-realizzazione di percorsi di formazione e di aggiornamento , mirati e di qualità – in presenza e/o a distanza – che mettano in grado le scuole e i servizi di lavorare con efficacia nei contesti e nelle classi multiculturali .

Azioni di integrazione 1-diffusione di materiali e strumenti informativi (protocollo di accoglienza , opuscoli , materiali plurilingui …) e utilizzo di mediatori linguistico-culturali ) per facilitare la fase di accoglienza e di primo inserimento degli alunni neoarrivati e l’informazione e il coinvolgimento delle famiglie straniere ; 2-realizzazione di dispositivi efficaci per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua agli alunni poco o non italofoni , sia per gli scopi comunicativi , che per quelli legati allo studio . Azioni destinate , in maniera particolare , agli alunni neoarrivati che possiamo conteggiare soprattutto fra coloro che vengono inseriti a scuola negli ultimi due anni (vedi progetto ministeriale di italiano L2 in “Scuole aperte” ) ; 3-dispositivi mirati ed efficaci di orientamento e di indirizzo alla prosecuzione degli studi , sia per coloro che devono scegliere il percorso formativo alla fine della scuola secondaria di primo grado , sia per coloro che arrivano in Italia a 14 anni e oltre . Azioni di inclusione interculturale 1-diffusione di materiali e realizzazione di azioni positive per la valorizzazione e il riconoscimento delle competenze pregresse degli alunni stranieri , della conoscenza delle lingue d’origine e delle forme molteplici di bilinguismo (materiali bilingui ; corsi di lingua d’origine ..) ; 2-azioni di educazione interculturale per tutti gli alunni , al fine di prevenire e combattere stereotipi e pregiudizi reciproci , riconoscere le analogie e le differenze nelle diverse culture , scambiare saperi e conoscenze , insegnare il rispetto e l’apertura nel confronto degli altri , con un’attenzione quindi alla dimensione cognitiva e a quella affettiva e relazionale ; 3- elaborazione e promozione di un percorso innovativo di cittadinanza e di inclusione ,che tenga conto delle trasformazioni avvenute nelle comunità e nelle scuole e che insegni a diventare cittadini in contesti di pluralismo culturale , anche attraverso: i comuni diritti e doveri di cittadinanza , la conoscenza della Costituzione , la chiarezza sui vincoli e le opportunità , la consapevolezza delle rappresentazioni che si sedimentano e agiscono sullo sfondo , il reciproco riconoscimento . Coniugare l’unità e la diversità. La riuscita scolastica, o viceversa l’insuccesso , non sono mai solo il risultato di un rapporto individuale , fra alunno e disciplina e di una sola causa , ma di relazioni complesse che si producono in un determinato contesto .Docenti e dirigenti , famiglie e curricoli , socialità fra pari e pratiche di valutazione , stili di leadership e stili di apprendimento : sono tutti fattori che concorrono a determinare percorsi di riuscita o viceversa , fallimenti e abbandoni.

Alla scuola diventata multiculturale spetta il compito di porre in relazione e di mediare esperienze differenti , eterogenee , condotte altrove , che chiedono di essere conosciute e riconosciute , messe in comune e scambiate . Ai dirigenti scolastici e agli insegnanti sono dunque richieste capacità professionali nuove o da affinare , che consentano di ricomporre e far dialogare le differenze , di pensare insieme l’unità con la diversità , proponendo orizzonti comuni , pur nella singolarità del percorso di sviluppo e delle visioni del mondo . Il reciproco riconoscimento, la promozione di collaborazioni possibili, gli aspetti positivi di crescita, confronto, accoglienza, rispetto principi che dovrebbero essere di dominio globale, dalla cittadinanza, alle famiglie, al territorio, agli agenti di aggregazione… ma degli stessi stranieri che nell’inclusione dovrebbero lasciarsi trascinare dentro eliminando resistenze accettando il territorio adattandolo al proprio essere.

Per “straniero” potremmo intendere tutto ciò che è diverso da noi, “strano”…”estraneo” per cui i principi sopra descritti dovrebbero essere estesi ad ogni forma di diversità che in prima battuta è ricchezza per ognuno.

Diversità di cultura, diversità di competenze, di genere, tutte da accogliere, includere ognuna per le proprie particolarità che accrescono chi le incontra e le raccoglie come frutti preziosi. Iniziamo da noi, partiamo dalle nostre diversità… accettiamole, rendiamole tesori, potenzialità così da apprezzare tutte quelle che ci circondano a vario titolo. Chi non è diverso?

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