Pillole quotidiane

Nuovo anno,nuove assunzioni : la Buona scuola non accontenta i precari

Con il mese di settembre torna d’attualità il tema scuola, argomento del quale si è ampiamente dibattuto nei recenti mesi è che è rimasto in voga e al centro del dibattito anche durante le vacanze estive, a testimoniare l’importanza di un argomento in grado di calamitare interesse e attenzione anche sotto l’ombrellone.
In questi giorni infatti, i docenti precari coinvolti nella fase B del piano di immissioni in ruolo della riforma della Buona scuola e relativa collocazione sui futuri albi territoriali gestiti dai presidi, sapranno tramite una mail se riceveranno l’immissione in ruolo per l’anno scolastico 2015-2016 ormai alle porte.

I docenti chiamati avranno a loro disposizione 10 giorni per decidere se accettare la nomina e la relativa sede assegnata loro; il piano assunzioni proposto dal tandem Renzi-Giannini prevede che solo la prima provincia di preferenza del precario aspirante al ruolo sia considerata dall’algoritmo ministeriale utile all’inserimento ‘a pettine’; in tutte le altre 99 province, i candidati al ruolo vengono relegati in fondo alle graduatorie. Inoltre, l’amministrazione ha preteso la presentazione delle domande online che ha penalizzato ulteriormente chi la presentava.

Per decidere gli insegnanti hanno dieci giorni di tempo: entro l’11 settembre il posto dovrà essere accettato in quanto, si legge sul sito del Miur, “chi rinuncia alla nomina è automaticamente escluso dalle fasi successive ed è cancellato da tutte le graduatorie in cui è iscritto”.
Si sono già scatenate le prime polemiche tra i docenti per queste novità : migliaia saranno i docenti che saranno assegnati a sedi inaspettatamente distanti dalle loro residenze attuali e che non potranno rifiutare con facilità; già parecchie le richieste giunte alle organizzazioni sindacali in merito a questa situazione.

Il premier Matteo Renzi risponde alle proteste dichiarando che questo era l’unico modo per interrompere il circolo vizioso del precariato e cominciare ad assumere ; e consapevole che i docenti non sono contenti di allontanarsi da casa ma precisa che questo è solo uno dei tanti passi che si dovranno compiere per la realizzazione di una riforma totale della scuola, tanto complessa e vasta quanto necessaria, che parte proprio dall’immissione in ruolo dei tanti precari e si espande fino a toccare tutti gli aspetti, dall’edilizia scolastica fino a quello specifico della didattica e della formazione.

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Disostruzione pediatrica : continua la serie di incontri di informazione e prevenzione.

E’il cittadino informato che fa partire la catena della sopravvivenza… Questo ed altro ciò che hanno imparato oggi un gruppo di genitori ed insegnanti del 275 circolo di Zagarolo che hanno scelto di partecipare ad un corso di disostruzione pediatrica offerto dagli addetti della CRI.
Richiesta e voluta da tutta l’utenza,questa giornata è stata inserita in un vasto programma di iniziative proposte dai genitori di Zagarolo ed è stato inserito proprio in questa settimana per farlo coincidere con Emergency Expo ,l’esposizione nazionale delle emergenze e della sicurezza in programma alla fiera di Roma il prossimo fine settimana.

Saper attivare in maniera adeguata il sistema di emergenza 118,Saper identificare una situazione in cui sia necessario iniziare il protocollo di disostruzione delle vie aeree;saper applicare l’algoritmo per la disostruzione da corpo estraneo nel lattante e nel bambino;ridurre la mortalità e gli effetti invalidanti conseguenti all’arresto cardiocircolatorio e all’istruzione da corpo estraneo sono alcuni tra gli obiettivi che sono stati proposti,oltre naturalmente quello di aumentare prevenzione ed informazione nei cittadini;quello della disostruzione pediatrica è un pericolo talvolta non adeguatamente pubblicizzato In Italia nonostante nel nostro paese ci siano circa 50 morti l’anno nella fascia 0 -14 anni.

Oltre alle informazioni statistiche, molti anche i consigli pratici :
sono state esposte varie tecniche (che sono diverse a seconda dell’età e delle dimensioni del bambino ),le azioni che bisogna individuare per il riconoscimento dell’ostruzione ed altri piccoli segreti per salvare un bambino .
Un ampio capitolo è stato dedicato anche a ciò che di solito ingeriscono i bambini e di conseguenza alla sicurezza domestica :I corpi estranei sono il cibo al 57%, i giochi al 20%,altro 13%…molto pericolosi sono :palloncini, biglie monete,palline, cappucci di penna, batterie;è importante anche controllare sempre che i giocattoli siano adatti all’età del bambino ed osservare alcune norme di buon senso e di sicurezza.
Importanti anche una serie di accorgimenti nelle abitudini che si attuano quotidianamente : la chiave della prevenzione parte dalla supervisione attiva…non si lascia mangiare il bambino durante il gioco, davanti alla TV,in macchina o mentre cammina o corre; la vicinanza dell’adulto non è garanzia di prevenzione…è fondamentale quindi far fermare il bambino e far posare la sua attenzione sull’azione che compie nel momento in cui mangia.

Buona la partecipazione dei genitori,che come sempre rispondono in maniera attiva alle proposte e alle iniziative promosse dalla Scuola.

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La riforma della scuola: genitore intervista docente

Le immagini degli insegnanti vestiti a lutto destano un senso di disorientamento tra chi le vede, senza riuscire a capire cosa spinge, proprio adesso, milioni di loro ad alzare la testa dopo anni di lento e continuo smantellamento del sistema scolastico. Quali sono quindi le ragioni di questo sciopero, che fa dire la Scuola è morta? L’abbiamo chiesto a un docente della Scuola media “Albio Tibullo” di Zagarolo.

D Con lo stanziamento di un miliardo di euro, la legge di stabilità ha detto ‘addio’ alle graduatorie a esaurimento, favorendo l’immissione in ruolo, dal prossimo settembre, di oltre 100.701 precari.

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Crollo in una scuola di Ostuni: tanti soldi spesi male!

Poteva avere conseguenze ben più gravi l’incredibile crollo di un ampio pezzo di intonaco dal soffitto di una classe nella scuola avvenuto ieri  nella scuola elementare “Enrico Pessina” di Ostuni (Brindisi). Un episodio che riporta in primo piano la questione della sicurezza scolastica anche se, mai come stavolta, spendere soldi pubblici non è stato sinonimo di sicurezza.

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Osteopatia ed alimentazione olistica : un seminario per cominciare

Ecco il primo di una serie di iniziative culturali e informative proposte da una sinergia tra il 275 Circolo didattico di Zagarolo e alcune tra le principali associazioni presenti sul territorio dei Monti Prenestini.
La scuola, centro della cultura e dell’educazione, si avvale e si arricchisce delle professionalità degli stessi genitori e si apre alla popolazione per crescere insieme.
Apre il DO Lorenzo Lucheti,Esperto in medicine naturali, Docente Master Tor Vergata e Scuola di Osteopatia;seguiranno altre giornate informative, proposte e coordinate dallo staff dell’associazione”Gestiamo parole.
Nei mesi di aprile e maggio e’in preparazione una rassegna cinematografica per bambini e genitori;il nostro sito seguirà e sosterrà l’iniziativa per tutta la durata…invitiamo chiunque ne abbia piacere a farci compagnia.

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Valmontone, bambino autistico: la preside fa chiarezza

Ha suscitato scalpore e ha fatto il giro del web in pochi minuti la notizia che è rimbalzata dalla scuola di Valmontone secondo la quale un bambino di 11 anni sarebbe costretto a trascorrere la propria giornata scolastica rinchiuso in un’aula in compagnia della sola insegnante di sostegno, lontano da ogni forma di integrazione educativa e sociale con gli altri bambini. Dopo giorni di polemiche è la dirigente scolastica Antonietta Fusillo a fare luce sull’accaduto.

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E’ tempo di pagelle: i consigli di Tata Lucia

Tempo di pagelle…e di pareri discordanti…10 si,10 no,insufficienze idem,giudizi a numeri o parole,punizioni o gratificazioni…leggiamo cosa ne pensa la Tata televisiva Lucia Rizzi,in una intervista che rilascio’ tempo fa…
“Innanzitutto la pagella non dovrebbe essere una sorpresa, né per il bambino, né per i genitori. Viene consegnata dopo mesi di attività scolastica, quindi i genitori dovrebbero già sapere quali sono le difficoltà o le eccellenze dei propri figli, sviscerato il problema e affrontato”.

Come affrontare la pagella?

“Con positività. Con frasi tipo: “Vedi, qui abbiamo da fare! Vediamo come ci possiamo organizzare ” e non invece con frasi tipo “Te lo avevo detto, non hai voluto ascoltarmi”, perché il bambino ormai non può più rimediare. Bisogna guardare avanti.

E apprezzare i voti positivi. Per esempio se ha nove in condotta gli si può dire: “Bravissimo, sei capace di comportarti bene”. In questo modo il bambino si sente sollevato, adeguato. Poi si arriva al voto insufficiente e a quel punto gli si può dire: “Dai, lo sapevamo che qui c’è un problema. Dobbiamo lavorare”

Quanto delegare alla scuola e quanto lavorare a casa?
Spesso le mamme non hanno molto tempo, ma quanto è importante il lavoro a casa?

“Io non uso MAI la parola ‘delega’”, ha risposto la tata.
“Il problema dei nostri figli che sia a scuola, che sia all’oratorio, o con gli amici è innanzitutto un problema di famiglia. Perché i figli sono di chi li ha fatti, prima di tutto. Con la scuola si COLLABORA, ma non si delega.
Il rapporto che c’è tra insegnante e genitore è importantissimo, perché l’insegnante ha una visione diversa del bambino rispetto a quella che abbiamo noi.

E se l’insegnante descrive nostro figlio in modo completamente diverso da quello che è casa, noi dobbiamo credere alle sue parole?

La tata a questa domanda ha risposto: “C’è sempre una punta di vero. Per quanto spiacevole sia”.

A questo punto una regola per invogliare i bambini a fare i compiti: essere estremamente positivi e stimolare la curiosità. Anche con frasi tipo: “Fammi vedere come fai questa cosa? Sai che non me lo ricordo più?

Che dire?

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Via la plastica dalle mense scolastiche di Zagarolo

Anche le mense di scolastiche di Zagarolo si liberano delle stoviglie in plastica e, con l’arrivo delle  posate metalliche e dei piatti in ceramica, una boccata di aria fresca sembra essere entrata nei locali della mensa. Malgrado ciò, tra gli applausi e l’entusiasmo dei più, non sono mancate le lamentale di chi evidentemente non ha chiaro quali siano i pericoli che si nascondono dietro l’ormai radicata e diffusa abitudine di utilizzare contenitori e stoviglie in plastica.

L’uso della plastica è talmente diffuso che rimane a volte difficile pensare a soluzioni e prodotti diversi per assolvere alle sempre

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Progetto adolescenza: i Lions ripropongono un corso vincente.

Si svolgerà a Ciampino il corso Progetto Adolescenza organizzato dai Lions Quest,che da tempo coinvolge ed appassiona gruppi di insegnanti, bambini e genitori.
Lions Quest è un programma di sviluppo positivo delle attività a favore della gioventù, su base scolastica, offerto dai Lions Clubs International Foundation (LCIF).
Migliaia di scuole e milioni di giovani, in tutto il mondo, hanno potuto utilizzare questo progetto. Lions Quest indirizza le istanze fondamentali che giungono oggi dalla scuola ed aiuta i giovani a sviluppare un carattere forte, sano, con relazioni positive con i genitori e i pari età, suggerendo soluzioni concrete per il superamento dei problemi.
Programmi Programmi Lions Quest
I tre programmi Lions Quest sono:
Progetto per la Crescita ,
Progetto per l’Adolescenza,
Progetto per l’Azione.

Ogni programma è progettato per un uso facile ed immediato in classe con materiale didattico dettagliato, piano delle lezioni, insegnanti affermati e consolidati, collegamento con importanti comunità locali e ben connessi con le aree critiche del territorio.
Obiettivi del Programma
Gli obiettivi del Programma Lions Quest sono:
coinvolgere studenti, famiglie, scuola e membri della comunità,
fornire l’opportunità ai giovani di apprendere le tecniche essenziali,
incrementare i fattori di protezione e ridurre I fattori di rischio,
coinvolgere i giovani in una pratica di buona cittadinanza,
consolidare l’impegno dei giovani verso la loro famiglia, i loro pari età, la scuola e la
comunità.
Sviluppo delle opportunità
Le opportunità a disposizione dei programmi Lions Quest sono:
auto confidenza ed auto disciplina,
responsabilità e buon giudizio,
comunicazione effettiva/posiitva,
prendere decisioni e risolvere problemi,
gestire le emozioni e risolvere conflitti,
consolidare le relazioni,
resistere alle pressioni negative dei pari età,
pensare più in avanti e fissare obiettivi,
impegnarsi per il bene civico e della comunità.
I cinque componenti del Programma.
I programmi Lions Quest anticipano la missione accademica della scuola predisponendo gli strumenti con i quali realizzare un ambiente di insegnamento positivo e fornendo istruzioni per strumenti sociali ed emozionali grazie ad una varietà di programmi che includono:
curriculum di classe,
genitori quali Partners,
coinvolgimnto della comunità,
un clima positivo in classe, sviluppo e training professionale.
Risultati del Lions Quest
La participazione ai Programmi Lions Quest permette di:
aumentare la conoscenza in ordine ai rischi per l’uso di droghe ed alcool,
ridurre i rapporti d’uso di sostanze dannose,
aumentare i risultati nei test standardizzati,
riduce i fattori nei problemi disciplinari,
accrescere professionalmente e personalmente gli insegnanti,
evidente incremento del rispetto nei comportamenti,
e molto altro ancora …
Benefici per i giovani
Gli Studenti che participano ai Programmi Lions Quest beneficiano di:
Consolidamento del carattere e della responsibilità personale,
Attivazione di interazione con gli adulti premurosi,
Contatto con ruoli e modelli positivi,
Sviluppo di opportunità di comunicazione,
Conoscenza di poter evitare comportamenti distruttivi ed effettuare scelte positive,
Sviluppo di un duraturo impegno di servizio verso gli altri.
Benefici Benefici per la per la Scuola Scuola
I programmi Lions Quest portano significativi benefici ai partecipanti della scuola nelle seguenti direzioni:
una visione condivisa con tutto lo staff,
sviluppo dei curricula per livelli graduali,
ampie tematiche ed eventi scolastici,
coinvolgimento della famiglia tramite materiale, incontri e participazione.

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Studenti italiani, troppe ore di studio a casa …ci pensa “Basta compiti”.

I ragazzi italiani fanno troppi compiti. Anzi vediamola da un altro lato: gli insegnanti italiani danno troppi compiti. E nemmeno si rendono conto che non servono. A “condannare” i docenti del Bel Pase è l’Ocse, l’organismo internazionale di studi economici: i quindicenni di casa nostra passano sui libri nove ore a settimana contro una media di 4,9 ore. Peccato che i loro colleghi finlandesi che dedicano allo studio a casa in media meno di tre ore la settimana, abbiano risultati nettamente migliori nei test Ocse Pisa sulle competenze. Non resta che pensare che c’è qualcosa che non funziona: forse il modello di scuola italiana? Il modo di studiare dei nostri ragazzi (non certo inventato da loro ma insegnato dai docenti o dai genitori)?

Dall’altro canto compiti e voti sono da sempre il ritornello di molti genitori, perennemente preoccupati solo di avere nove e dieci in pagella e di vedere i figli sui libri e sui quaderni a casa. Quante volte mi sono ritrovato mamme che, sconsolate, mi dicono: “Maestro dia più compiti, più esercizi di grammatica, più temi”. Ho sempre cercato di non cadere nella tentazione di accontentare la tradizione. Per le vacanze son solito far scrivere sul diario: “Viaggiate! Viaggiate! Viaggiate! Leggete un libro, andate a vedere una mostra e un bel fim”.
Il dato dell’Ocse va letto, infatti, guardando anche ai numeri presentati da “Save The Children” nell’Atlante dell’Infanzia 2014: nell’ultimo anno l’84,9% dei ragazzi non è andato ad un concerto; il 73,7% non ha visto un sito archeologico; il 72,1 % non è andato a teatro; il 60,8 non ha visto una mostra e il 47,9 non ha letto nemmeno un libro.

Chi ha capito questa situazione sono i docenti che hanno lanciato la campagna “Basta compiti” ricordando che vi è persino una “desueta” circolare ministeriale (datata 1969) nella quale il Ministero disponeva che agli alunni delle scuole elementari e secondarie di ogni ordine e grado non venissero assegnati compiti da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo. Già immagino le smorfie dei fondamentalisti dei compiti, di coloro che sostengono che “senza compiti poi crescono generazioni che non sanno leggere o scrivere”. Forse è il caso di discutere su un altro punto: perché i nostri ragazzi non amano più leggere o scrivere? Forse, anziché, somministrare quantità di esercizi dal sussidiario, non sarebbe il caso di invogliare, con la collaborazione dei genitori, a leggere un libro, una rivista, il quotidiano? Un’ultima considerazione: il rapporto Ocse spiega che in genere lo studio a casa è maggiore, per gli studenti più fortunati, per quelli che hanno una condizione socio-economica buona. Sembra di rivedere i dati forniti da don Lorenzo Milani in “Lettera a una professoressa”. Chi in classe fa fatica, non trova a casa un contesto dove fare i compiti. Anzi spesso è affidato alle ripetizioni di qualche insegnante che arrotonda lo stipendio. Finché ci sarà un solo ragazzo che dovrà fare ripetizioni, la scuola avrà perso la partita.
Basta compiti! nasce per promuovere e sostenere azioni volte a superare una pratica inutile e dannosa, quella dei ‘compiti a casa’, favorendo la riflessione e il confronto tra i partecipanti, la condivisione di proposte e la segnalazione di possibili alternative didattiche.
Così si legge nelle note informative della pagina Facebook del gruppo Basta Compiti che ha lanciato e sostiene la Campagna BASTA COMPITI! con la seguente petizione online diretta al MIUR – Genitori, Docenti e Dirigenti Scolastici

Nella petizione, che al momento può contare su 2000 sostenitori, i compiti sono definiti, tra le altre cose:
inutili: alla lunga le nozioni apprese con i compiti vengono dimenticate
dannosi: essendo fonte di disagi e sofferenze (si specifica: soprattutto per gli studenti in difficoltà).
discriminanti: avvantaggiano gli studenti e le famiglie agiate dotate di buon livello culturale o che possono permettersi un insegnante di sostegno.
prevaricanti: ledono il diritto al riposo e allo svago
impropri: costringono i genitori a sostituirsi ai docenti
limitanti: limitando lo svolgimento di fondamentali attività formative extra-scolastiche quali la frequentazione di corsi sportivi e/o laboratori (chissà se nelle fondamentali attività formative extra-scolastiche sono conteggiate anche le innumerevoli ore che i bambini di oggi trascorrono di fronte alla televisione o al computer/tablet/smartphone? Questa è una domanda e una curiosità tutta nostra eh)
stressanti: (e qui viene il bello, ndr) sono la causa della maggior parte dei conflitti e dei litigi che scoppiano in casa tra genitori e figli
malsani.

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