Pillole quotidiane

Al museo del giocattolo tutto il fascino esplosivo di Barbie.

Barbie è una linea di fashion doll commercializzata dalla Mattel a partire dal 9 marzo 1959. È la bambola più venduta al mondo e prodotto di punta della sua casa di produzione.
E il primo esempio di bambola ad immagine di un’adulta,ciò ha fatto scaturire il suo successo;Barbie è stato anche il primo giocattolo ad avere una strategia di mercato basata massicciamente sulla pubblicità televisiva, strategia successivamente ripresa da tutti i giocattoli a venire. È stato stimato che oltre un miliardo di Barbie sono state vendute in oltre 150 nazioni, e la Mattel ha dichiarato che vengono vendute tre Barbie al secondo.

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Il Museo del giocattolo compie 10 anni: intervista al Direttore Francesco Zero.

iL 19 Marzo 2015 il direttore del sito,Gioia De Angelis ed io ci siamo recate al Museo del Giocattolo di Zagarolo,sito all’interno dell’oramai quasi millenario Palazzo Rospigliosi; giunte li, abbiamo incontrato il Direttore, Dottor Francesco Zero, il quale gentilmente ci ha accolte nel suo ufficio.
L’occasione che ci ha portato ad intervistare il Dottor Zero è stato il “compleanno”del museo,che proprio nella giornata in cui si festeggia il Papà e San Giuseppe, ha compiuto il suo decimo anno di “età”.
Come ci riferisce il Dottor Francesco Zero, il Museo in questi anni ha visto una sua crescita continua, sia in termini di numeri, di presenze, e anche in termini di iniziative,tanto è vero che i suoi ingressi sono aumentati in questo decennio del 20%.

I: Dottor Zero, di quale periodo storico sono i giocattoli che ospitate all’interno del Museo?
Z.: Il periodo storico di appartenenza riguarda gli ultimi anni del 1800 fino ad arrivare al 1970 circa.
Si tratta di bambole, trenini, macchinette, giocattoli di latta ma anche giochi conosciuti come le Barbie.
I: I giocattoli vengono acquistati dal Museo?
Z: a parte un acquisto inziale il Museo va avanti con donazioni private.
I: Come è giunto al Museo del giocattolo?
Z. : nel 2008 feci una mostra a Palazzo Rospigliosi in qualità di scultore. In quell’occasione il presidente di allora Marcello Mariani mi nominò Direttore Artistico.
I.: Chi sono i maggiori frequentatori del Museo del giocattolo?
Z: Il 70% delle visite sono quelle delle scolaresche provenienti non solo dal Lazio ma anche dal vicino Abruzzo.

L’intervista continua toccando numerosi argomenti.
E’ importante sottolineare che il Museo oltre ad ospitare il Giocattolo,negli anni, grazie all’impegno del Presidente,ha ospitato numerose mostre di artisti anche internazionali, diventando un punto di riferimento nei maggiori salotti dell’arte e della cultura.
La cosa che fa piacere osservare è la profonda passione che il presidente lascia trasparire nel lavoro che svolge per il Museo.
Il suo amore per l’arte e la sua alta professionalità si fondono talmente bene tra loro da divenire strumento inconfutabile per la crescita stessa del Museo.
Il Dott. Zero evidenzia il suo desiderio di rendere il Museo un luogo “in movimento”.
Secondo lo stesso Zero, il bambino in visita in quel luogo quasi immaginario,non può osservare il giocattolo nella sua imperitura staticità, bensì è necessario dotare l’ambiente di “movimento”.
Per questo motivo il Presidente ha chiesto a un pool di esperti di dotare uno dei trenini di proprietà del Museo di un meccanismo,che possa consentire allo stesso giocattolo,di creare un percorso “in movimento” adeguandolo al bambino che si reca li in visita;il movimento da al bambino l’idea del passaggio, quel mondo che va li per capire e comprendere.
Scoprirne non solamente la sostanza a lui sconosciuta,ma anche la sua stessa storia.
In definitiva una rappresentazione storica attraverso l’evolu- zione del Giocattolo.
Il Museo ospita spesso mostre tematiche. A gennaio di questo anno ha avuto luogo l’evento rivolto ai “Lego”.
Dal 28 Marzo fino al 7 giugno il Museo del Giocattolo sarà ospite del mondo delle “Barbie”.
Le bambole presenti sono state messe a disposizione da colle- sionisti anche internazionali. Piu di duecento i pezzi esposti e tutti “unici”.
Lungo il percorso verranno esposte non solo le famosissime Barbie ma anche tutto ciò che riguarda il loro mondo :macchine, moto, case, abiti, etc.
l’idea del Presidente è quella dunque di creare degli appunta-
Menti come quello legato alla Barbie che possano ripetersi ciclicamente.
In questo modo si può dare l’abitudine a “vivere” un mondo che da sempre ci appartiene.
Voglio sottolineare in ultimo ma non perchè di minor importan-
Za, la presenza del giocattolo anche sui francobolli in emis- Simone il 9 maggio 2015, in occasione dell’apertura di “Expo Milano 2015”.
Le immagini che verranno apposte sui francobolli rappresen- terranno giocattoli più classici quali l’aeroplanino, il tre- Nino e il Pinocchio.
Ci sarebbe ancora molto da scrivere su questo fantastico mondo che gli adulti hanno deciso di dedicare non solo ai piccoli ma anche a loro stessi,riportandoli in quel paese delle meraviglie che molto spesso si dimentica.
Auguriamo al Dottor Zero ancora numerosi successi e al Museo una vita fatta di partecipazione attiva non soltanto da parte dei suoi piccoli visitatori, ma anche da parte delle istitu- zioni,che con il loro sostegno economico e sociale possano continuare a renderlo vanto per il nostro bellissimo territorio.

AnnaMaria Tomei per “Pilloledizucchero”

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Buon compleanno,Museo!

Dieci anni di Museo del giocattolo e il suo paese lo festeggia così,in un fine settimana ricco di iniziative e manifestazioni per grandi e piccini…il nostro sito seguirà da vicino l’evento,per dare il giusto rilievo a questa struttura e alle persone che da anni mettono impegno per farlo crescere e conoscere.

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Giochi da maschio o da femmina?

Spesso desta stupore vedere una bambina che gioca con ruspe o pistole. E ancor più spesso fa quasi scalpore vedere un bambino con un bambolotto in mano. Di solito si apostrofa la prima come “maschiaccio” e il secondo come “femminuccia”.

In questo caso però è proprio un errore: per i bambini i giochi sono giochi e basta. Se li lasciamo liberi di scegliere, maschi e femmine utilizzeranno tutto in modo indifferente, perché tutto (il mondo) suscita interesse e curiosità.

La differenza tra giochi maschili e femminili è determinata dagli adulti e ancor più da chi deve vendere questi giochi.

I bambini giocano e presto cominciano i cosiddetti giochi simbolici, cioè quelli che riproducono una realtà. Perciò, se li lasciamo fare, noteremo che anche i maschi vorranno utilizzare palette, scope e ferri da stiro; e le femmine si dedicheranno a cacciaviti, ruspe e martelli. Perché per loro è tutto una novità, tutto è campo per sperimentarsi e conoscere.

Alcuni esempi:

  • I maschi che giocano con le bambole: stanno riproducendo un comportamento di cura che è lo stesso di quando giocano con un animale di peluche.

  • Le femmine che trascurano barbie e pentolini per darsi al salto alla corda o arrampicarsi sugli alberi sono bambine più “fisiche”, che mettono alla prova se stesse e le proprie potenziali abilità.

In fondo nessuno si stupisce (o dovrebbe stupirsi!) se un uomo spinge una carrozzina o una donna guida un camion; allora perché farlo con i bambini che semplicemente esplorano il mondo nella sua interezza e complessità?

Evitiamo di proiettare pregiudizi sui bambini e lasciamo loro la meravigliosa possibilità di giocare, senza ambiti preconfezionati.

Così impareranno a conoscere ciò che amano e ciò che li annoia, ciò che li diverte e ciò che richiede la loro attenzione…Impareranno pian piano a conoscere se stessi.

Fonte

Dott.ssa Elisabetta Rossini

Dott.ssa Elena Urso

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