Pillole quotidiane

“Aiuto! Mio figlio deve andare dal Neuropsichiatra Infantile…!”

E’ proprio vero … quando il pediatra ci consiglia di portare il nostro bambino dal Neuropsichiatra Infantile (NPI) sembra che il mondo ci stia crollando addosso poiché questa disciplina è poco conosciuta e per questo molto temuta…,ora cerchiamo di saperne di più!

Chi è il Neuropsichiatra Infantile? Il NPI è un medico specialista in Neuropsichiatria infantile, disciplina che si occupa dello sviluppo neuropsichico e dei suoi disturbi ad insorgenza nell’infanzia e/o nell’adolescenza (età compresa tra zero e diciotto anni).

Dove opera il NPI? In Italia, la figura del NPI opera principalmente in ambito pubblico, all’interno di strutture ospedaliere e/o dei servizi territoriali delle ASL, dove si occupa della diagnosi, della cura e dell’assistenza globale del paziente nonchè della famiglia.

Per quali problematiche è indicato il NPI? Il NPI interviene nel trattamento di diversi problemidi natural neurologica e/o psichiatrica: prematurità, sofferenza pre-perinatale, sindromi genetiche, ritardo e/o disturbo dello sviluppo neuropsicomotorio e del linguaggio, disturbo da deficit d’attenzione con o senza iperattività, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo oppositivo-provocatorio, disturbi del tono dell’umore, autismo, difficoltà d’apprendimento in ambito scolastico, disabilità intellettiva, paralisi cerebrale infantile, epilessia, cefalea, disturbi del sonno etc… Può anche trattare problematiche più frequenti nell’adolescenza tra cui ricordiamo l’anoressia, la bulimia, la depressione, disturbo della condotta, etc… Inoltre il NPI può svolgere la funzione di consulente tecnico d’ufficio su incarico del Tribunale, su quesiti specifici dei giudici, in particolare in merito alle questioni di affidamento di minori nelle separazioni genitoriali conflittuali o nelle situazioni di abusi o trascuratezza, oltre che nella definizione dei provvedimenti di tutela quali l’interdizione, l’inabilitazione e, più recentemente, l’amministrazione di sostegno.

Come interviene il NPI? Per individuare un problema, il neuropsichiatra infantile, di solito, si approccia al bambino mediante il disegno e/o il gioco permettendo così a quest’ultimo di esprimersi più liberamente. Inoltre si avvale del colloquio con i genitori e di una serie di indagini cliniche (esame obiettivo generale e neurologico) e strumentali (ecografia cerebrale, elettroencefalogramma, polisonnografia, risonanza magnetica cerebrale, etc…) e testologiche (valutazioni cognitiva, del linguaggio e degli apprendimenti scolastici, etc…). L’intervento dipende dal tipo di problema da trattare: può essere necessario il trattamento farmacologico e/o riabilitativo (psicomotorio, logopedico, cognitivo-comportamentale) e/o il supporto psicologico (di gruppo e/o individuale); quest’ultimo sia per il bambino che per i genitori (parent training). Tuttavia il NPI può limitarsi a guidare i genitori dando loro consigli sulle difficoltà che incontrano nella gestione delle problematiche del loro bambino.

Regola fondamentale sulla quale si basa l’approccio del NPI è il lavoro di équipe con più figure professionali esperte in età evolutiva (terapista della neuro psicomotricità dell’età evolutiva, logopedista, psicologo, assistente sociale, l’assistente domiciliare) che accolgono e seguono il bambino, la famiglia e la scuola nelle varie fasi del suo sviluppo condividendo integralmente gli obiettivi. Inoltre è previsto che il NPI partecipi ai gruppi di lavoro (insegnante di sostegno, assistente educativo culturale, insegnanti curricolari) costituiti per l’integrazione scolastica dei bambini con difficoltà di vario tipo (accademiche e non) che si riuniscono periodicamente per la definizione e la verifica dei piani educativi.

Per cui cari genitori affidatevi e fidatevi del NPI senza timore quando il pediatra ve lo consiglia.

A cura del Neuropsichiatra Infantile

Dott.ssa Mariangela Pinci

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