Pillole quotidiane

E’ arrivato il Carnevale…tempo di “Chiacchiere”

A cura di Erika Sciommeri

 

Eccoci ci siamo…è arrivato uno dei periodi dell’anno tanto atteso dai bambini…Carnevale!!
Ma atteso anche dai grandi, che per qualche giorno, per qualche ora tornano a volte bmbini anche loro, con l’allegria la legerezza che solo il carnevale puo’ darci!!
In fondo grandi o piccini, a carnevale ogni scherzo vale!!!
Per quanto riguarda la mia rubrica oggi vi propongo un dolce tradizionale, che abbraccia un po’ tutto il nostro Paese, le nostre regioni..
“LE CHIACCHIERE” nel mio dialetto romano anche chiamate “frappe”!!
Questi lembi di pasta fritta e zuccherata sono dolci tipici del Carnevale, in tutta Italia, anche se, le denominazioni cambiano e cambiano le dosi e l’aromatizzazione dei liquori.
La frittura tradizionale nelle regioni del Nord avveniva nello strutto. Pare che traggano origine dalla frictilia, dolci fritti nel grasso del maiale che gli antichi romani preparavano appunto per le festività del carnevale.

Dose x 6 persone:

1 kg di farina
10 uova
200 gr di zucchero
100 gr di burro
2 limoni non trattati
2 arance non trattate
1 bicchierino di rum
1 bicchierino di rosolio
2 bustine di polvere lievitante per dolci vanigliata
sale q.b.

Per friggere:
1 lt di olio extravergine di oliva

Per completare:
100 gr di zucchero vanigliato

Versate la farina a fontana sulla spianatoia, unite le uova, il burro fuso, lo zucchero, un pizzico di sale, le scorze grattugiate di limone e d’arancia e i liquori.
Lavorate delicatamente il tutto e, appena l’impasto comincia ad amalgamarsi, aggiungete il lievito vanigliato.
Continuate a lavorare fino a ottenere un impasto omogeneo quindi stendetelo con il mattarello in una sfoglia non molto sottile.
Tagliatela in tanti rombi e friggeteli in olio bollente. C’è anche chi annoda i dolcetti prima della frittura, conferendo loro un particolare aspetto a fiocco.
Appena dorati, sgocciolateli su carta assorbente da cucina e serviteli spolverandoli con lo zucchero vanigliato.

Buon Appetito e….. Buon Carnevale a tutti!!!

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il bullismo…conoscerlo meglio per prevenirlo.

Calci pugni, terrorismo psicologico sono solo alcuni degli aspetti inquietanti di un folto numero di adolescenti , e purtroppo anche bambini,che rispetto alle loro relazioni sociali vivono un momento di smarrimento e di vera paura. Nei rapporti con gli altri infatti sembra sia piuttosto frequente l’incontro con il bullo, un ragazzo o anche una ragazza che attraverso la coercizione e l’attacco verbale influenzano la vita dei compagni di scuola. Con la convinzione che terrorizzare gli altri per farsi rispettare sia il modo più efficace per accrescere la propria popolarità e controllare ogni situazione, il bullo strumentalizza gli altri per i propri scopi. Richiesta di soldi, o della merenda o semplicemente per dimostrare a se stesso e ai suoi “seguaci” chi comanda, il bullo non lesina comportamenti che ricorrono alle minacce e alla violenza e, “appellandosi” all’aggressività , ne fa il suo biglietto da visita all’interno del contesto scolastico, del gruppo sportivo o dell’oratorio.

 

Il fenomeno in continua espansione sembra aver raggiunto dati allarmanti. Sono moltissimi infatti, ben il 50% degli intervistati, i ragazzi che ammettono di essere stati vittima di episodi di bullismo. Il 66% invece ammette di aver talvolta anche assistito ai medesimi atti. Ma quali sono le caratteristiche che assume oggi questo fenomeno? Ben lontano dai personaggi del libro “Cuore” di De Amicis, i bulli non necessariamente occupano le classi indigenti della società, ma sono spesso ragazzi di buona famiglia che, all’insaputa di quest’ultima, mettono in atto comportamenti aggressivi anche per superare i momenti di noia.

 

“Un comportamento bullo è un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o a danneggiare; spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi, persino anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare” (Sharp e Smith, 1995). Il bullo però non fa necessariamente uso di un’aggressività di tipo fisico ma tende ad “scaricare” la sua energia aggressiva anche attraverso atti di prevaricazione verbale. Ne consegue quindi una differenziazione tra un Bullismo diretto fisico, fatto di ritorsioni che minano l’incolumità della vittima o che privano quest’ultima dei propri oggetti personali o denaro, da un Bullismo diretto verbale fatto di minacce e di insulti. Una terza forma, invece, molto più subdola e in grado di minacciare l’autostima delle vittime, è il Bullismo indiretto. Più difficile da individuare ma altrettanto dannoso, mira all’esclusione dal gruppo dei coetanei, all’isolamento e alla diffusione di pettegolezzi e calunnie sul conto della vittima. I mezzi per poterlo fare sono oggi diversi: i social networks diventano quindi gogne nelle quali l’esclusione si amplifica a scapito del malcapitato che, di fronte a questi episodi, tende pian piano a ritirarsi dalla vita sociale e, molto spesso, autoaccusandosi per non saper gestire tali situazioni.

 

Come proteggere allora i nostri figli o i nostri studenti da tali atti? E’ bene lavorare su due piani diversi per sostenere i ragazzi vittima o potenziali tali, ed evitare che ragazzi alla ricerca di un limite educativo e in balia della noia, trovino nell’aggressività fisica e/o verbale pretesto per occupare le loro giornate.
Per ciò che concerne le vittime, è bene sempre osservare attentamente se improvvisamente i ragazzi iniziano ad andare male a scuola o se, per caso, manifestano una certa avversità a presentarsi in classe adducendo scuse. E’ bene osservare se tornano da scuola con materiale scolastico danneggiato o addirittura senza; se mettono in atto comportamenti aggressivi nei confronti di fratelli più piccoli o se chiedono o rubano soldi. Pur evitando atteggiamenti persecutori, è bene sempre vigilare sulle amicizie dei propri figli cercando di capire se il ragazzo vive in un clima amicale piacevole. Può essere utile quindi chiedere come trascorre il tempo dell’intervallo, mostrarsi quindi interessati ma non sospettosi ed evitando una lunga lista di domanda che assomigli più ad un interrogatorio. L’incalzare con domande può infatti essere controproducente e costringere il ragazzo a nascondere la verità.
Con una modalità discorsiva, o approfittando dei fatti di cronaca, si può, inoltre, manifestare la propria opinione dando rilevanza alle emozioni di chi si trova ad affrontare i bulli. Importante è lasciare spazio alla conversazione sottolineando una totale apertura all’ascolto ed esplicitando le difficoltà ad aprirsi dei ragazzi mossi da emozioni di vergogna e paura. E’ importante tenere a mente che la dignità e l’autostima della vittima è stata brutalmente strattonata e che è necessario “ripristinare” la fiducia nelle proprie capacità. Potrà quindi essere utile l’aiuto di un esperto in grado di tirare fuori le risorse del ragazzo.

Riflettendo invece sulla possibilità di prevenire “comportamenti da bullo”, è bene sottolineare che tanto possono contribuire i genitori. Abdicare alla propria funzione educativa, a favore di una relazione genitore-figlio che assomiglia sempre più ad un rapporto tra pari, determina una successiva incapacità a stabilire regole e confini che, arrivando tardivamente, non posso sortire l’effetto desiderato. E’ bene quindi, anche in questo caso, mostrarsi disponibili all’ascolto, anche nel caso di avvenimenti spiacevoli, cercando di accogliere i loro racconti sostenendo le emozioni che stanno alla base e non dimostrandosi rigidi focalizzandosi essenzialmente sui fatti.

 

In conclusione, il sesto senso del genitore accompagnato dalla capacità di dar voce alle emozioni dei figlio può risultare determinante per prevenire atti di bullismo e il coinvolgimento del proprio figlio sia come vittima che come carnefice.

Dott.ssa Caterina Mirella Donato- Psicologa, Psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza- Bologna

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Il Deserto, il Principe e la Rosa… il piccolo principe arriva a Tor Fiscale

Ognuno di noi possiede il suo mondo personale, il suo pianeta, ma è così difficile prenderesene cura, difenderlo e, soprattutto, imparare ad amarlo. La meravigliosa favola di Saint-Exupery incanta per la sua semplicità e per la sua verità. Quella parte di noi che è un po’ bambina e un po’ saggia e adulta, quella parte che segue le ragioni dell’immaginazione e della fantasia, ha ancora un compito da svolgere: deve imparare ad amare. Deve imparare che il piccolo fiore capriccioso che cresce sul suo pianeta è importante perché amato da lei e non perché è un magnifico ed unico esemplare al mondo. Per comprendere questa verità, semplice ma difficilissima da accettare, il Piccolo Principe compirà un lungo viaggio su lontani e strani pianeti: incontrerà uomini d’affari, Re, volpi, aviatori, serpenti, deserti, montagne e milioni di rose. Scoprirà che il ritorno a casa è l’unica cosa che desidera veramente e che i legami che noi costruiamo con le cose sono ciò che fa di una cosa qualcosa di diverso dalle altre cose, ciò che rende una cosa speciale, ciò che ci rende speciali. Abbiamo scelto alcuni passi, tra i più rappresentativi di questa meravigliosa favola, per parlare della favola dell’anima, l’anima di tutti noi, grandi e piccini.

Interpreti

Mario Migliucci
Camilla Ribechi
Regia
Camilla Ribechi
Musiche originali di
Vito Andrea Arcomano del Progetto Pane

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AL TEATRO AUDITORIUM COMUNALE GIULANCO L’ASSOCIAZIONE “MARIONETTE SENZA FILI” OSPITA LA COMPAGNIA “LA QUERCIA INCANTATA” CON “OTELLO”

Al Teatro Auditorium Comunale “Giulanco” di San Cesareo, gestito dall’associazione teatrale “Marionette senza fili” guidata da Claudio Tagliacozzo, è tempo di grandi classici. Il 29, 30 e 31 gennaio infatti (venerdì e sabato ore 21.00 e domenica alle ore 18) la compagnia “La Quercia Incantata” guidata da Filippo Bubbico porterà in scena un grande classico rivisitato in chiave moderna: “Otello” di W. Shakespeare.

La compagnia La Quercia Incantata propone, sia per le scuole che per un pubblico adulto, l’Otello di Shakespeare, icona della gelosia di un essere umano, in questo caso di sesso maschile, che arriva fino all’omicidio-suicidio a causa di questo “sentimento” che, se portato all’eccesso, dimostra tutta la sua mostruosità. E’ impressionante l’attualità di un tema così tristemente ricorrente nelle cronache tanto da attirare l’attenzione politica con numerosissime proposte di legge tese a limitare questo fenomeno negativo. Certamente la bugia, la falsità dell’ homo homini lupus e la cattiveria dell’animo innescano un percorso nella mente di un uomo fragile, insicuro e determinato solo nel proprio lavoro di totale devastazione fino a giungere alla follia che gli fa commettere un atto criminale ed efferato.

L’adattamento di Sandro Scarpelli rende questa storia più comprensibile rispetto alla scrittura originale pur restando fedele all’originale senza intaccare le linee guida dell’opera stessa. Gli attori, tutti professionisti, rendono lo spettacolo fruibile per ogni tipo di pubblico ed il finale lascia un messaggio importante ed educativo di grande spessore e modernità, con il monito di provare a trovare la via per una civiltà migliore. Le musiche sono parte integrante delle scene che si susseguono come le “scatole cinesi” e gli effetti luce sottolineano le azioni stesse.

Un appuntamento da non perdere per apprezzare un grande classico ricco di riferimenti all’epoca moderna.

Un’ occasione per assaporare il gusto del buon teatro attraverso un’opera messa in scena con maestria da attori professionisti in un ambiente familiare e a due passi da casa, con la garanzia di qualità che solo Marionette senza fili sa fornire!

Partecipate alla nostra stagione teatrale 2016 … non ve ne pentirete!

PREZZI BIGLIETTI:

  • INTERO = € 12,00
  • RIDOTTO = € 8,00
  • GRATUITO= UNDER 5

INFO E PRENOTAZIONI al 338.25.23.004 www.marionettesenzafili.it

In botteghino si potranno avere tutte le informazioni utili anche per gli abbonamenti!

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Progetto memoria…27 gennaio per non dimenticare

Far sì che Auschwitz non si ripeta è un’esigenza che prima di ogni altra si situa in campo educativo”. T.W.Adorno

27 gennaio 1945, i soldati sovietici entrano nel Campo di concentramento di Auschwitz, l’orrore del genocidio nazista si svela al mondo.

Da quest’avvenimento storico trae origine la decisione delle Nazioni Unite di istituire la giornata della memoria, per ricordare le vittime della Shoah.

Come tutte le ricorrenze, il rischio è sempre la ritualizzazione e la perdita di senso, come evidenzia Enzo Traverso, la Shoah ha una “visibilità accecante”: la troviamo presente nel dibattito pubblico, nelle politiche della memoria, nella storiografia, nella scuola, malgrado ciò la sua comprensione è vacillante e banalizzata, sfuggono sia un’approfondita conoscenza del suo funzionamento sia i contesti in cui è nata.

In altre parole, relativamente al Novecento ed alla Shoah, tendono a diventare pervasive presso i nostri studenti forme di sapere storico frammentarie, non gerarchizzate, disorganiche, i cui nessi interni si fondano soltanto sulla rilevanza mitologica di personaggi conosciuti prevalentemente tramite le semplificazioni, talvolta veri e propri falsi, del racconto mediatico. Spesso, dunque, la storia della Shoah è nota, ma non pensata.”

Parte da queste considerazioni il Progetto Memoria della Scuola media Albio Tibullo, realizzato dalla Prof.ssa Antonella Pierangeli, studiosa della Shoah, in collaborazione con il Professor Rossi, responsabile del Ptof.

Si tratta di un percorso formativo di conoscenza e riflessione sulla Shoah, fondato su due linee guida imparare e ricordare, ma soprattutto su una trasmissione emozionale del sapere, grazie al quale si realizza la vera conoscenza e come sottolinea la Prof.ssa Pierangeli “Esiste infatti una dimensione gratuita che presiede ai processi di apprendimento autentici, i quali funzionano se riescono a realizzare nei ragazzi dei mutamenti, se riescono a modificare il loro modo di guardare il mondo, le loro percezioni, le loro categorie mentali ed anche la loro lingua. Senza questi spostamenti interni, senza questa esperienza di mutamento individuale, non c’è dunque un imparare, né un insegnare proficuo, non si crea quell’empatia emozionale fra insegnanti, studenti e saperi che rende essenziale la scuola, nello sviluppo della personalità dell’adolescente.”

Insomma si torna a pensare, ad “insegnare la memoria”, come Eli Wiesel chiama le lezioni di storia.

Attraverso il libro, il film, le testimonianze vive, impresse sulla carne, il progetto memoria coinvolgerà le classi IV e V della scuola primaria e le classi della secondaria dell’Istituto in tre percorsi-lezione diversi, in base alla tipologia di classe e alla fascia di età degli alunni coinvolti:

  • Percorso Verde: Alfabetizzazione alla Memoria – Incontro con l’altro da sé: il gioco delle etnie (classi IV e V della scuola primaria dell’I.C. Zagarolo)

  • Percorso Giallo: Propedeutica della Memoria – Integrazione, rispetto, interazione: chi salva un uomo salva il mondo (classi I e II della scuola secondaria di I° grado “Albio Tibullo”)

  • Percorso Rosso: Inalienabiltà della Memoria: dalle leggi razziali ai campi dello sterminio – Educazione alla complessità (classi III della scuola secondaria di I° grado “Albio Tibullo”)

Sarà programmato inoltre un incontro conclusivo dedicato all’ascolto di un testimone della Shoah: per il Percorso Verde un testimone delle leggi razziali, per i Percorsi Giallo e Rosso un ex internato nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Il Progetto Memoria si apre anche al territorio per favorire e realizzare quell’inclusione di fondo e quell’integrazione fondamentali nel rapporto scuola-territorio-cittadinanza.

Verranno organizzati due incontri aperti ai cittadini, ma contemporaneamente inseriti nella struttura modulare delle lezioni ai ragazzi della scuola nell’ambito di due progetti che affiancheranno il Progetto Memoria.

  1. Il progetto Teoria e Tecnica del Cinema

  2. Il Laboratorio Interculturale di Pratiche Teatrali

Tali progetti permetteranno alla scuola “Albio Tibullo” di invitare e ospitare esperti esterni nella suggestiva sede di Palazzo Rospigliosi, in un seminario aperto anche ai cittadini.

Insomma con questo Progetto la scuola Albio Tibullo si propone di diventare più capace di promuovere quell’insegnare a “pensare”, che è il fondamento non solo di ogni sapere storico ma anche di una cittadinanza responsabile e, soprattutto, della capacità di accoglienza della diversità etnica, culturale e ideologica che è il presupposto stesso dell’eticità e del senso civico di un popolo.

Helga Miraglia

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IL DIARIO DI ANNA FRANK IN SCENA ALL’EUR…PER NON DIMENTICARE

Si tratta della celebre trasposizione teatrale del più famoso romanzo sulla Shoah, una testimonianza reale e concreta del tentativo di un folle regime di sterminare un intero popolo. Gli oltre due anni di segregazione nella soffitta di Amsterdam vengono descritti dalla piccola Anna in modo così dettagliato e ricco di profonde riflessioni che ancora oggi, dopo oltre cinquant’anni, riescono a colpirci e ad emozionarci in quanto storia vissuta e non finzione letteraria o teatrale.

Ingresso Euro 9,00 – ridotto (bambini fino ai 10 anni) Euro 6,00

Si consiglia la prenotazione al n. 065191261
spettacolo da non perdere in occasione della Giornata della Memoria della Shoah

SABATO 23 GENNAIO ALLE ORE 20,45
E
DOMENICA 24 GENNAIO ALLE ORE 17

presso il nostro Teatro in Via Adolfo Ravà, 31

VI ASPETTIAMO

PREZZI SPECIALI PER I SOCI DI PILLOLEDIZUCCHERO

 

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2016 un mondo gentile giocando

La vita é una palestra di gentilezza, ogni occasione, facile o difficile che sia, rappresenta un’opportunità per mettersi in gioco ed allenarsi ad essere gentili. Essere gentili, per me, significa
prendersi cura del proprio e dell’altrui benessere.
In questi anni, in cui ho conosciuto e fatto conoscere la gentilezza attraverso il gioco, con I Giochi della Gentilezzza, ho appreso che queste opportunità vanno colte prestando molta attenzione ad essere coerenti con se stessi, nella volontà di vivere la gentilezza con il cuore, in modo spontaneo, naturale e disinteressato; saper essere gentili col cuore significa saper amare. La gentilezza appartiene a tutti e può essere portatrice di messaggi importanti in grado di generare un mondo più colorato in cui vivere, solo se sapremo esprimerla col cuore.
I propositi gentili che mi pongo per questo anno 2016 sono di continuare ad esserecoerente con me stesso nel diffondere la conoscenza e la pratica della gentilezza col cuore, mantenendo sempre come riferimento il benessere comune ed essere sufficientemente “folle” a persistere nel trasformare il mondo in un mondo gentile,giocando.
Per creare un mondo gentile chiedo, con umiltà, a tutti gli adulti che riconoscono la gentilezza come opportunità di benessere e di crescita reciproca, di aiutarmi a generare questo cambiamento, insieme, giocando e riscoprendo la meraviglia di essere stati dei bambini giocosi, mentre chiedo ai bambini di aiutarmi continuando a giocare e ricordando a noi adulti di essere stati dei bambini giocosi.
Insieme, giocando per un mondo gentile, per i bambini di oggi e per quelli di domani, per noi stessi e per l’intera umanità.

Grazie per l’attenzione

LUCA NARDI




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Il 6 nazioni di rugby scende in campo a Zagarolo : “Tre domande a…” Claudio Gallozzi

Non solo Rugby”

Il 14 Gennaio 2016 alle ore 18.00 presso la Sala delle Bandiere di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo, l’A.S.D. Senza Confini Rugby Jr organizza l’evento “NON SOLO RUGBY, presentazione sul territorio di Zagarolo e comuni limitrofi, del 6 NAZIONI 2016”. Durante la manifestazione, oltre alla presentazione del 6 Nazioni dei dirigenti Fir, saranno trattati temi sociali di forte attualità quali ”l’importanza dello sport nella crescita dei bambini/e e dei ragazzi/e” in collaborazione e a sostegno dell’Associazione “Salva Mamme Salva Bebè”. Sull’argomento interverranno personaggi del mondo rugbistico e dell’associazionismo..

Noi abbiamo intervistato il Presidente dell’ A.S.D. Senza Confini Rugby Jr, Claudio Gallozzi.

D. Perché la manifestazione si chiama “Non solo Rugby”?

La presentazione del 6 Nazioni, non deve fuorviare dalle nostra reale intenzione che è quella di parlare dell’importanza dello sport, non solo del rugby, per la crescita dei bambini e dei ragazzi.

Non è casuale che Le Nazioni Unite abbiano riconosciuto lo Sport come diritto del fanciullo , infatti questo

apporta innumerevoli benefici, per esempio irrobustisce il fisico e ne previene le malattie, aiuta a ridurre il grasso e la pressione sanguigna ,riduce lo stress, l’ansia, la depressione e la sensazione di solitudine, ormai anche la scienza ha provato che migliora l’apprendimento e il rendimento scolastico. Inoltre lo sport insegna importanti valori alla base dello sviluppo morale dell’individuo, quali amicizia, solidarietà, lealtà, lavoro di squadra, autodisciplina, autostima, fiducia in sé e negli altri, rispetto degli altri, modestia, comunicazione, leadership, capacità di affrontare i problemi, ma anche interdipendenza e capacità di dialogo e confronto. Insomma lo sport è una grande risorsa sociale che aiuta a controllare i rischi comportamentali, come l’uso di tabacco, droghe o di altre sostanze, il ricorso alla violenza.

Quindi i bambini e i ragazzi devono essere favoriti nell’esercizio dello sport, per esempio la Fir promuove progetti gratuiti nelle scuole, ma è anche fondamentale che le amministrazioni facciano di tutto perché le famiglie possano mandare i loro figli a fare uno sport, per questo motivo abbiamo invitato Sindaco e assessori tutti per chiedere un impegno da parte loro e per ribadire la grande importanza dello Sport come risorsa sociale.

D. Quali sono le altre personalità che interverranno all’evento?

Avremo delle associazioni conosciute a livello nazionale per i loro impegno per i bambini, quali Il Salvamamme che da anni è sostenuta dalla Squadra delle Fiamme Oro, sede dell’accademia del Rugby,e l’Associazione Nazionale dei Carabinieri.

I giocatori delle Fiamme Oro, ci racconteranno invece la loro esperienza di crescita come sportivi.

Il Responsabile grandi eventi Fir, presenterà il 6 Nazioni e ci sarà un esposizione di maglie storiche del Museo del Rugby.

D. Ci parla del 6 Nazioni e di quale ruolo avrà il Rugby senza Confini?

RBS 6 Nazioni è una grande Torneo che si tiene dal lontano 1883, che coinvolge Francia, Italia, Irlanda, Inghilterra, Scozia, Galles.

Quest’anno la nostra nazionale aprirà il Torneo allo Stade de France di Parigi sabato 6 febbraio nella sfida contro la Francia, valida per il Trofeo Garibaldi ospitando poi l’Inghilterra all’Olimpico di Roma domenica 14 febbraio e la Scozia sabato 27 febbraio, per poi chiudere con una doppia trasferta al di là della Manica contro l’Irlanda (12 marzo) ed il Galles (19 marzo).

Il responsabile Fir grandi eventi, Pierluigi Bernabò, interverrà per presentare questo evento di grande importanza per il mondo rugbistico, che prevede, in coincidenza delle date italiane all’Olimpico, anche eventi dedicati ai ragazzi e bambini al Parco del Foro Italico e allo Stadio dei marmi.

La nostra società sarà responsabile dell’organizzazione del Torneo non competitivo U 10, in virtù del ruolo che ci hanno riconosciuto, il 14 gennaio avremo disponibilità dei biglietti al 50% per le Curve Distinti e Tribuna Tevere alta.Intervista di Helga Miraglia

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INIZIA A SUON DI RISATE LA STAGIONE DI “MARIONETTE SENZA FILI” CON LA COMMEDIA IN DIALETTO ROMANESCO “E’ FINITO IL TEMPORALE”

Tutto è pronto per il brillante inizio della nuova stagione del Teatro Auditorium Comunale “Giulianco” di San Cesareo gestito dall’associazione teatrale “Marionette senza fili” guidata da Claudio Tagliacozzo che dall’ 8 al 17 gennaio (venerdì e sabato ore 21.00 e domenica alle ore 18) porterà in scena la divertente commedia in dialetto romanesco “E’ finito er temporale” di Maurizio D’Eramo.

La commedia “E’ finito er temporale” di cui Claudio Tagliacozzo cura la regia è ambientata la sera prima della breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870 quando le  truppe piemontesi di Cadorna, circondata Roma, sono pronte ad attaccarla per ‘liberarla’ dal potere temporale della Chiesa e per ‘riaffidarla’ ai destini dell’Italia. Uno spettacolo ricco di colpi di scena, di gag esilaranti, di battute ma anche di momenti intensi che coinvolgeranno gli spettatori.

La pièce sarà arricchita da musica rigorosamente dal vivo grazie al supporto di tre musicisti prenestini che accompagneranno gli attori nei locali di una taverna dell’epoca in cui si snoderà tutta la vicenda.

Un appuntamento a cui gli affezionati e i curiosi non possono mancare per assistere ad uno spettacolo di qualità targato ‘Marionette senza fili’ tra risate e riflessioni in un’atmosfera familiare e professionale allo stesso tempo. Un assaggio della nuova stagione che sarà ricca e variegata e che offrirà alternative per tutti i gusti!

PREZZI BIGLIETTI:

  • INTERO = € 12,00
  • RIDOTTO = € 8,00
  • GRATUITO= UNDER 5

INFO E PRENOTAZIONI al 338.25.23.004 www.marionettesenzafili.it

In botteghino si potranno avere tutte le informazioni utili anche per gli abbonamenti!

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PASSAGGI E LA MAMMA ANSIOSA

Abbiamo appena festeggiato il passaggio dal vecchio al nuovo anno, forse sarà l’ultima volta che lo festeggio con tutti i figli: i due neoadolescenti stanno mostrando lealtà verso noi genitori, ma anche sentono il richiamo del mondo fuori, che si fa sempre più pressante…

Volevo raccontare come li vivo io, questi passaggi: non importa che sia psicologa, sono lo stesso (o forse appunto per questo) una mamma ansiosa.

Mamma ansiosa figlia di mamma ansiosa, e l’ansia si ferma alla generazione precedente la mia, penso: mia nonna non l’ho conosciuta, ma credo che la fede a quei tempi aiutasse molto bene a gestire l’ansia. Ora che abbiamo gli psicologi e i telefonini, forse siamo ancora in difficoltà?

Ecco un esempio su come il telefonino non aiuta (la mamma, pure psicologa) a gestire emotivamente il passaggio “dall’abbraccio della mamma al mondo”.

Durante le vacanze di Natale i due maschi fanno una vacanza (uno con gli scout, l’altro con l’oratorio). Hanno entrambi il telefonino. Concordiamo che mi manderanno degli sms, a cui posso eventualmente rispondere, ma non pretendere di avere una contro risposta.

Sono brava, mi dico: se dovessi lasciare a briglie sciolte la mia ansia, pretenderei delle telefonate e non semplici laconici sms. (Tenete conto che devo sempre gestire anche l’ansia della nonna, che a sua volta mi chiede via sms se i figli mi hanno inviato gli sms concordati).

A proposito della laconicità, Francesco rasenta il ridicolo: il suo primo sms arriva già due ore dopo che è partito, e io non so se essere felice o preoccupata. “Mi ritirano il cell”. Immediatamente arriva un secondo sms: “lo ritirano a tutti”. Eh certo, conosce bene la sua mamma: infatti mi era già partito il fotone “cosa avrà fatto per beccarsi subito questa punizione?”. E uno conclusivo: “ce lo ridanno stasera”.

Alla sera poi arriva l’ultimo sms della giornata: “ora è sera, mi hanno ridato il cell. Buonanotte”.

Come faceva mia mamma, che ai tempi della mia adolescenza non esisteva il cellulare, non lo so. Forse diceva rosari o si distraeva tirando la casa a lucido.

Io, in questi momenti di transizione dalla partenza dei figli al loro ritorno, vivo in apnea. Me ne accorgo dopo, quando ritornano.

Allora mi chiedo di che cosa è fatto questo passaggio, per noi mamme. E poi arrivo a pensare che è sempre un lasciar andare, uno spingere fuori, da quando nascono.

E tutti i teorici che ho studiato sono lì a sostenere che è per questo, che ci siamo: per rifornirli a sufficienza (di amore, risorse, strategie) perché vadano, e per essere lì quando ritornano. Magari ammaccati, o semplicemente raffreddati. (ad esempio è inutile dire al Franci di coprirsi, non gli interessa nulla che poi io debba curargli la bronchite, cosa che mi stressa tantissimo).

E più siamo brave in questo, più siamo una “base sicura”, più loro potranno inoltrarsi nel mondo: allora quando vanno io mi dico “devo essere tutto sommato bravina, se se ne vanno spensierati ed entusiasti, no?”.

Questa è una consolazione per gestire il vuoto. Il vuoto che non possiamo illuderci di rendere meno impegnativo grazie al cellulare.

La definizione “sindrome da nido vuoto” è di solito adottata in quella fase del ciclo di vita famigliare in cui i figli abbandonano la famiglia di origine per crearsene una loro, o comunque per seguire e realizzare il proprio progetto di vita.

Forse queste vacanze-senza-genitori sono piccole prove per prepararsi a quell’evento?

In una alternanza di vuoti e pieni, anche io mamma opero un passaggio, direi di consapevolezza: arrendersi alla realtà non riduce del tutto l’ansia, ma me la fa sopportare meglio.E così rispondo agli sms dei figli con l’unica cosa che mi sembra sensata: “ciao tesoro ti voglio bene”.

Elena Rovagnati

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