Pillole quotidiane

Esami di maturità 2015, queste le materie della seconda prova

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha firmato l’apposito decreto che definisce anche le tre discipline affidate ai commissari esterni, con una particolare attenzione alle lingue. Le prove scritte della Maturità 2015 avranno inizio il prossimo 17 giugno, con italiano. Il 18 sarà la volta della prova scritta nella materia caratterizzante ciascun indirizzo. Il Miur sta inviando alle scuole anche la circolare che specifica le modalità di svolgimento e le tipologie del secondo scritto.

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La leggenda dei giorni della merla

La leggenda dei tre giorni della merla si perde nell’onda del tempo. Sappiamo solo che erano gli ultimi tre giorni di gennaio, il 29, 30 e 31, e in quei dì capitò a Milano un inverno molto rigido. La neve aveva steso un candido tappeto su tutte le strade e i tetti della città.

I protagonisti di questa storia sono un merlo, una merla e i loro tre figlioletti. Erano venuti in città sul finire dell’estate e

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Progetto adolescenza: i Lions ripropongono un corso vincente.

Si svolgerà a Ciampino il corso Progetto Adolescenza organizzato dai Lions Quest,che da tempo coinvolge ed appassiona gruppi di insegnanti, bambini e genitori.
Lions Quest è un programma di sviluppo positivo delle attività a favore della gioventù, su base scolastica, offerto dai Lions Clubs International Foundation (LCIF).
Migliaia di scuole e milioni di giovani, in tutto il mondo, hanno potuto utilizzare questo progetto. Lions Quest indirizza le istanze fondamentali che giungono oggi dalla scuola ed aiuta i giovani a sviluppare un carattere forte, sano, con relazioni positive con i genitori e i pari età, suggerendo soluzioni concrete per il superamento dei problemi.
Programmi Programmi Lions Quest
I tre programmi Lions Quest sono:
Progetto per la Crescita ,
Progetto per l’Adolescenza,
Progetto per l’Azione.

Ogni programma è progettato per un uso facile ed immediato in classe con materiale didattico dettagliato, piano delle lezioni, insegnanti affermati e consolidati, collegamento con importanti comunità locali e ben connessi con le aree critiche del territorio.
Obiettivi del Programma
Gli obiettivi del Programma Lions Quest sono:
coinvolgere studenti, famiglie, scuola e membri della comunità,
fornire l’opportunità ai giovani di apprendere le tecniche essenziali,
incrementare i fattori di protezione e ridurre I fattori di rischio,
coinvolgere i giovani in una pratica di buona cittadinanza,
consolidare l’impegno dei giovani verso la loro famiglia, i loro pari età, la scuola e la
comunità.
Sviluppo delle opportunità
Le opportunità a disposizione dei programmi Lions Quest sono:
auto confidenza ed auto disciplina,
responsabilità e buon giudizio,
comunicazione effettiva/posiitva,
prendere decisioni e risolvere problemi,
gestire le emozioni e risolvere conflitti,
consolidare le relazioni,
resistere alle pressioni negative dei pari età,
pensare più in avanti e fissare obiettivi,
impegnarsi per il bene civico e della comunità.
I cinque componenti del Programma.
I programmi Lions Quest anticipano la missione accademica della scuola predisponendo gli strumenti con i quali realizzare un ambiente di insegnamento positivo e fornendo istruzioni per strumenti sociali ed emozionali grazie ad una varietà di programmi che includono:
curriculum di classe,
genitori quali Partners,
coinvolgimnto della comunità,
un clima positivo in classe, sviluppo e training professionale.
Risultati del Lions Quest
La participazione ai Programmi Lions Quest permette di:
aumentare la conoscenza in ordine ai rischi per l’uso di droghe ed alcool,
ridurre i rapporti d’uso di sostanze dannose,
aumentare i risultati nei test standardizzati,
riduce i fattori nei problemi disciplinari,
accrescere professionalmente e personalmente gli insegnanti,
evidente incremento del rispetto nei comportamenti,
e molto altro ancora …
Benefici per i giovani
Gli Studenti che participano ai Programmi Lions Quest beneficiano di:
Consolidamento del carattere e della responsibilità personale,
Attivazione di interazione con gli adulti premurosi,
Contatto con ruoli e modelli positivi,
Sviluppo di opportunità di comunicazione,
Conoscenza di poter evitare comportamenti distruttivi ed effettuare scelte positive,
Sviluppo di un duraturo impegno di servizio verso gli altri.
Benefici Benefici per la per la Scuola Scuola
I programmi Lions Quest portano significativi benefici ai partecipanti della scuola nelle seguenti direzioni:
una visione condivisa con tutto lo staff,
sviluppo dei curricula per livelli graduali,
ampie tematiche ed eventi scolastici,
coinvolgimento della famiglia tramite materiale, incontri e participazione.

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Ha 32 anni il nonno più giovane d’Italia

Ha solo 32 anni ma è il nonno più giovane d’Italia. Il record spetta a Salvatore Pizzo di Belmonte Mezzagno, un comune in provincia di Palermo.

Italia, paese di poeti, santi, navigatori e anche di ultracentenari. Ma a Belmonte Mezzagno, una cittadina in provincia di Palermo, non sarà così, almeno per un bel po’. Il nonno più giovane d’Italia ha infatti 32 anni; Salvatore Pizzo, impiegato di Trenitalia, di gravidanze in giovane età ne sa qualcosa, perché a sua volta è stato padre di sua figlia Giorgia quando di anni ne aveva solo 17.

Salvatore scavalca tutti i record e sbaraglia la concorrenza: lo scorso anno era infatti un sanremese il nonno più giovane d’Italia; con i suoi 33 anni, Renato Ventre aveva accolto Angela, prima figlia di Désirée, di soli 15 anni.
Ma la palma dei baby-nonni la detiene in Europa la vecchia Inghilterra. Ha infatti 29 anni il britannico che è stato intervistato dai microfoni del “Daily Mail” nel 2011, arrabbiato perché sua figlia, di soli 14 anni, aveva dato alla luce una bambina prima di terminare la scuola dell’obbligo.

L’uomo ha strappato il primato a Giulia Elia, napoletana di Santa Lucia, che solo l’anno prima era diventata nonna a seguito della nascita della figlia di sua nipote, di 14 anni.
Una gioia che ha contagiato tutti, sia le famiglie coinvolte che gli abitanti delle aree (da Sanremo a Palermo, fino a Napoli) in cui la notizia ha fatto il giro, più veloce del vento.

Ora, la giovane mamma non sa quello che le aspetta.
Anche Giorgia, della provincia di Palermo, dovrà dedicare tutto il suo tempo a crescere sua figlia Sharon; un lavoro oneroso per una ragazza così giovane, che ha la fortuna di contare sul sostegno di tutta, ma proprio tutta la famiglia. Sì perché se la matematica non ci inganna, i bisnonni avranno giusto poco più o poco meno di 50-60 anni, un’età ideale per essere bisnonni e non sentirlo.

Tre generazioni a confronto, cinque persone nello spazio di all’incirca un trentennio.
Non vogliamo che questa occasione di gioia diventi un modo come un altro per parlare di contraccezioni o di scarsa informazione, forse invece una notizia del genere potrebbe essere un modo per vedere la situazione da un’altra prospettiva.

Nel 1933, la letteratura medica venne a conoscenza di Lina Vanessa Medina Vásquez, una bimba di 5 anni di origine peruviane che diede alla luce la sua prima figlia. Un caso più unico che raro. Lina è infatti stata la prima e unica mamma più giovane al mondo; il menarca, ovvero la prima mestruazione, fece la sua comparsa a 8 mesi dalla nascita, e il seno iniziò a svilupparsi già a 4 anni. Un corpo già pronto, quello di Lina, che diede vita a un neonato sano di 2,7 chilogrammi.

Le gravidanze in giovane età sono un fenomeno sempre più crescente, e spesso e volentieri rappresentano un modo come un altro per uscire da una situazione famigliare tesa e drammatica; una gravidanza precoce è sicuramente problematica per una giovane ragazza, non solo dal punto di vista sociale e psicologico, ma anche dal punto di vista medico.

Maggiori sono infatti i rischi che il bambino possa soffrirne, stesso discorso anche per la madre; è infatti al di sotto dei vent’anni che si registra il più alto tasso di mortalità, sia neonatale che della puerpera, ma i rischi sono legati anche alla prima infanzia del bambino.
Rischi che vanno assottigliandosi con l’aumentare dell’età e che vanno aumentando, di nuovo, quando questa riassume le caratteristiche di una parabola discendente, e che ci portano dunque a raggiungere un’altra questione, di cui si parla tanto e spesso: le gravidanze tardive.

Quelle portate avanti cioè da donne con più di 35 anni, e in particolar modo nella fascia 40-45 e oltre.
Ironia della sorte, è solo di pochi giorni fa la notizia che una donna di 40 anni di Pescara, è diventata mamma per la seconda volta, rimanendo incinta di ben tre gemelli, ma forse tra gli esempi più illustri ricordiamo sicuramente Carmen Russo e Gianna Nannini, 53 anni l’una, 54 anni l’altra.
E mentre la scienza fa passi da gigante in ogni settore, in campo medico una mamma cinquantenne viene ancora definita in gergo una ‘puerpera attempata’; un dolore, per le molte donne che hanno dovuto o preferito attendere.

Un’età media più alta significa anche un rischio maggiore di incappare in aborti spontanei e malformazioni del feto; a cinquant’anni infatti, una donna è fertile solo per un 3%; ma spesso un’età superiore rispetto alla media, rende la gravidanza un’esperienza più piena e decisamente più consapevole di quanto non lo sarebbe in precedenza, questo a detta delle molte mamme che lo sono diventate.

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studiare, avere buoni voti e tornare presto a casa

Insulti a sfondo sessuale e razziale, spintoni e intimidazioni. Cinque bulli contro un loro compagno. Ma ora per la baby-gang c’è una pena: “condannati” dal tribunale dei Minori a studiare, ad avere buoni voti e a rincasare entro le 20, all’ora di cena. Saranno i servizi sociali a seguire il loro “ravvedimento”. È accaduto tra Lucca, Barga, Capannori e Porcari all’inizio dell’anno scolastico.

Teatro degli atti di bullismo l’autobus che portava tutti i giorni i ragazzi a scuola, all’istituto alberghiero di Barga. I cinque – tra i 15 e i 17 anni, residenti a Capannori e a Porcari – avevano preso di mira un loro coetaneo, un sedicenne albanese che vive con la famiglia alla periferia di Lucca. Una volta saliti, costringevano il ragazzino a stare in piedi, lo offendevano. E, ancora, spinte, insulti, anche nei confronti dei genitori. I maltrattamenti andavano avanti da un po’. Tra i compagni si era diffuso il timore di finire bersaglio della gang: così nessuno interveniva e chi aveva tentato di farlo era stato minacciato.

Il sedicenne soffriva in silenzio, come fanno spesso i ragazzi, vergognandosi di non riuscire a reagire. Pare che il suo rendimento scolastico fosse calato e lui fosse sul punto di interrompere gli studi pur di sottrarsi alla violenza del gruppetto. Ma i genitori si sono accorti che qualcosa non andava e sono riusciti a farlo parlare. Da lì è scattata la segnalazione ai carabinieri che hanno denunciato i cinque ragazzi per stalking.

A metà dicembre il tribunale dei Minori di Firenze, su richiesta della Procura, aveva disposto la “permanenza in casa”, una misura simile agli arresti domiciliari utilizzata nei confronti dei maggiorenni. Ora, il nuovo provvedimento: se i ragazzini non rispetteranno le indicazioni del tribunale potrebbero essere nuovamente messi ai “domiciliari”.

Non è la prima volta che in Italia si sperimentano misure con scopo rieducativo per combattere il bullismo. Tra i più curiosi, il caso di due studenti bulli di un istituto professionale di Alba (Cuneo), costretti a restare in mutande per quasi un’ora nell’ufficio del preside. O quello dei due ragazzini di 15 e 16 anni di Bassano del Grappa, accusati di rapina ed estorsione nei confronti di alcuni coetanei, che sono stati condannati dal tribunale dei Minori di Mestre a fare volontariato, ad andare a messa tutte le domeniche, ad ottenere ottimi voti a scuola oltre a scusarsi con le vittime.

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Nel lettone con mamma e papà : nessuna conseguenza per i bebè .

Nei primi mesi di vita del bambino i genitori farebbero qualsiasi cosa pur di farlo smettere di piangere. Spesso, a meno di non avere a che fare con un piccolo Attila, la soluzione per calmarlo è portarlo a dormire nel lettone. Per anni pediatri e psicologi hanno sconsigliato ai genitori il “co-sleeping”, convinti che questa abitudine danneggiasse l’intesa sessuale della coppia e l’educazione dei figli. Eppure molti bambini, fino alla metà del secolo scorso, hanno dormito con mamma e papà, spesso per motivi economici. L’usanza, secondo due studi del 2006, appartie al 93% dei bambini fra i tre e i 10 anni, per ragioni unicamente affettive.

Oggi una ricerca della Stony Brook University di New York, pubblicato su Pediatrics, riabilita quest’usanza così dura a morire, sostenendo che abituare i bambini a dormire tra le lenzuola che odorano di mamma e papà non comporti per loro alcun effetto collaterale. “Madri dello stesso livello sociale educano i bambini esattamente nello stesso modo – spiega la coordinatrice della ricerca Lauren Hale – indipendentemente dal fatto di farli dormire con sé o no”.

Lo studio ha preso in esame 944 coppie non abbienti con un figlio di un anno, monitorandone nel lungo periodo la situazione psicologica e le abitudini legate al sonno. Dai dati è emerso che i bambini che avevano dormito nel lettone avevano raggiunto lo stesso livello di sviluppo comportamentale e cognitivo di quelli che avevano sempre dormito da soli. L’Associazione americana di pediatria si è sempre schierata contro il co-sleeping nei primi mesi di vita spiegando che quest’abitudine aumenta il rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante, che colpisce nel primo anno di vita ed è tutt’ora la prima causa di morte tra i piccoli nati sani, ma la Hale precisa che “la scoperta non è in contrasto con queste raccomandazioni, perché lo studio si è concentrato su bambini che avevano già compiuto un anno”.

Ci sono tuttavia pro e contro legati al bed-sharing. Secondo alcuni pediatri favorisce l’allattamento al seno e migliora il rapporti tra madre e figlio, secondo altri stressa i genitori e stravolge le abitudini del bambino, facendolo sentire a disagio quando è costretto a dormire da solo. “Attraverso il lettone – spiega lo psicologo Maurizio Brasini – scorrono i momenti cruciali del ciclo vitale di una famiglia. Prima sarà il talamo di due amanti, poi un pancione occuperà una parte dello spazio comune, e poi ancora si trasformerà in nido. Il letto è uno spazio importantissimo ma è sempre e comunque solo un letto. L’importante, come al solito, è l’equilibrio che si instaura all’interno della famiglia”.

Già qualche anno fa Margot Sunderland, direttrice del Center for Child Mental Health di Londra, consigliò ai genitori di respingere l’opinione dominante e permettere ai bambini di dormire nel lettone sino ai cinque anni, affermando come questa abitudine renda più probabile che diventino degli adulti calmi, sani ed emotivamente equilibrati. Autrice di una ventina di libri sulla psicologia dell’infanzia, la Sunderland presentò la sua teoria nel saggio “The Science of Parenting” (“La scienza di fare i genitori”), basato sulle conclusioni di 800 studi scientifici. Secondo la psicologa, abituare i bambini a dormire da soli già a poche settimane di vita (uso comune ad esempio negli Stati Uniti, dove solo il 15% dei bambini può addormentarsi con mamma e papà, la percentuale più bassa del mondo) è anzi dannoso, perché la separazione dai genitori aumenta il flusso di ormoni dello stress, come l’idrocortisone.

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Maltrattamenti agli alunni ma i genitori la denunciano : maestra arrestata

ementare di Parete (Caserta) è stata arrestata dai Carabinieri in esecuzione di un’ordinanza ai domiciliari per maltrattamenti continuati ai danni di alcuni alunni. Il provvedimento è stato adottato al termine di indagini della Procura di Napoli Nord avviate dopo la segnalazione dei genitori ai Carabinieri.
I genitori – hanno reso noto gli investigatori – hanno segnalato al Comandante della stazione dei Carabinieri quello che – a loro parere – era il clima di terrore e il grave disagio dei loro figli a causa del comportamento, ritenuto aggressivo e violento, di una delle maestre.

In particolare, i genitori hanno riferito ai Carabinieri che i bambini erano costretti a subire schiaffi e ingiurie in modo sistematico, sotto la minaccia di ritorsioni se avessero raccontato ai loro genitori quanto accadeva in classe. Al termine delle indagini, durante le quali è stata utilizzata una telecamera nascosta, la Procura di Napoli Nord ha chiesto al gip il provvedimento di arresto ai domiciliari per la maestra.

Li colpiva con schiaffi e spintoni e li costringeva finanche a cederle sistematicamente le loro merende: sono i comportamenti di una maestra che, utilizzando una telecamera nascosta – ha reso noto la Procura di Napoli Nord – hanno documentato i Carabinieri di Parete in una classe della scuola elementare «don Milani».

La maestra è stata arrestata stamani dagli stessi Carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari chiesta dalla stessa Procura. Con la telecamera nascosta, i Carabinieri hanno documentato i comportamenti della maestra, vari episodi di violenza dell’insegnante nei confronti degli alunni e i tipi di maltrattamenti fisici inflitti ai ragazzini. Hanno inoltre accertato che la docente lasciava litigare gli alunni fra loro senza curarsi minimamente di loro.

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Menù europei a scuola : flop nelle mense romane

Ha suscitato molte proteste sui social network la decisione di introdurre nelle mense scolastiche comunali di Roma i cosiddetti “menu europei”. L’iniziativa, partita dall’assessorato alla Scuola di Roma Capitale, non ha incontrato il favore dei genitori dei bimbi: su Facebook diversi utenti, appoggiati dal gruppo consiliare del M5s, hanno postato le foto dei piatti, mostrando come, a loro avviso, qualità e quantità dei cibi lascino alquanto a desiderare.
Esponenti del M5s della Capitale ritengono che l’iniziativa di fatto sia “ammirevole negli intenti perché la conoscenza delle altre culture può passare anche attraverso la stimolazione del gusto”. Ciò che contestano è però il pessimo risultato. Porzioni scarse e cibi non propriamente salutari (come wurstel e patatine fritte): su questo vertono in particolare le polemiche. Sono nate persino diverse pagine di protesta su Facebook.

L’allora assessore alla Scuola di Roma Capitale, Alessandra Cattoi, presentando l’iniziativa aveva detto: “Questo progetto è un piccolo tassello nel percorso educativo, per spiegare origini e tradizioni di alcuni piatti che i bimbi già mangiano e un pretesto per parlare di Europa”. Ora spetterà al suo successore, Paolo Masini, rispondere al coro di proteste contro i menu europei.

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Insultare gli insegnanti : oltraggio a pubblico ufficiale

Insultare gli insegnanti? E’ un vero e proprio oltraggio ad un pubblico ufficiale. E’ questa la sentenza emessa dalla quinta sezione penale della Cassazione, che ha riaperto il processo a carico di una mamma toscana, accusata di ingiuria ai danni di una docente di scuola media, insegnante di sua figlia.
In un primo momento il giudice di pace di Cecina aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti della mamma, ma il procuratore generale di Firenze ha presentato ricorso in Cassazione, spostando la questione dall’ingiuria all’oltraggio a pubblico ufficiale, e dunque spostando la competenza dal giudice di pace al tribunale.
La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso, annullando la decisione del giudice di pace. Gli atti, poi, sono stati trasmessi alla Procura di Livorno: “Sussistono tutti gli elementi”, si legge in una sentenza depositata oggi, del reato “di oltraggio a pubblico ufficiale”, caratterizzato dalla “offesa all’onore e al prestigio del pubblico ufficiale” che “deve avvenire alla presenza di più persone”, “essere realizzata in luogo pubblico o aperto al pubblico” e “avvenire in un momento nel quale il pubblico ufficiale compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni”.
Il reato di oltraggio, abrogato nel 2005, è stato reinserito nell’ordinamento nel 2009: oggi a qualificare il reato non è la “mera lesione in sè dell’onore e della reputazione del pubblico ufficiale”, quanto, come spiega la Cassazione, “la conoscenza di tale violazione da parte di un contesto soggettivo allargato a più persone presenti al momento dell’azione, da compiersi in un ambito spaziale specificato come luogo pubblico o aperto al pubblico e in contestualità con il compimento dell’atto dell’ufficio ed a causa o nell’esercizio della funzione pubblica”.
Il legislatore “incrimina – si continua a leggere nella sentenza – comportamenti ritenuti pregiudizievoli del bene protetto a condizione della diffusione della percezione dell’offesa, del collegamento temporale e finalistico con l’esercizio della potestà pubblica e della possibile interferenza perturbatrice col suo espletamento”. Nel caso in esame, concludono i giudici, “tali elementi sussistevano” poiché “le ingiurie furono pronunciate nei locali scolastici in modo tale da essere percepite da più persone”; inoltre “l’insegnante di scuola media è pubblico ufficiale” e “l’esercizio delle sue funzioni non è circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma si estende alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri dei genitori degli allievi”. Insomma, prima di prendersela con gli insegnanti e difendere sempre e solo i propri figli, magari sarà meglio pensarci due volte.

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“La notte dei vivi…morenti” in scena a S.Cesareo.

Dal 16 al 25 gennaio a San Cesareo al Teatro Auditorium Comunale L’associazione teatrale “Marionette senza Fili” inizia a suon di risate la stagione 2015 portando in scena “La notte dei vivi…morenti”, l’amara commedia di Aldo Lo Castro diretta ed interpretata da Claudio Tagliacozzo.

Uno spaccato di vita quotidiana appena vissuta con le festività Natalizie passate da poco. Una commedia definita amara proprio perché ci troveremo a ridere di vicende che in ogni casa, proprio sotto le festività natalizie, ognuno prima o poi si è trovato a vivere. Ci troviamo in casa dei coniugi Rubicondi, Artemio e Teresa, che non vivono proprio un idilliaco rapporto grazie al caratteraccio di lui, sempre alle prese con le sue vere o presunte malattie, e con le relative decine di medicine che dovrà prendere regolarmente. Per le festività natalizie vengono invitati Gustavo, fratello di Artemio, in eterno conflitto con il maggiore, e la svampita moglie Marta, e ci si dovrà organizzare tra il cenone di Natale e quello di Capodanno. Bè, qualcosa va storto e tra battute al fulmicotone, pasti non proprio digeriti, litigi spassionati e malanni improvvisi, Artemio accusa un colpo ancor più profondo ed infimo rispetto a quello che vedremo prendere in scena dagli altri tre membri di questa sconclusionata famiglia. E dopo trasformazioni fisiche e mentali che vanno dallo stile di “Hitchcock” a quello più brutale di “Shining” sarà un finale ancora più inatteso a sorprendere tutti e far fare l’ultimo, amaro, sogghigno.

Claudio Tagliacozzo, attore, regista e direttore artistico del Teatro Comunale Auditorium di San Cesareo commenta la stagione che sta per partire : “La novità della stagione teatrale 2015 consta nella quantità degli spettacoli, che dai cinque abituali sono divenuti ben otto. L’abbonamento annuale sarà sempre formato da 5 spettacoli, ma quattro sono da me stabiliti, mentre il quinto sarà scelto direttamente dai fedelissimi tra 4 eventi che avranno durata di un solo weekend. Una scelta che ho deciso di fornire per garantire sempre non solo un livello qualitativamente alto ma anche la massima varietà degli spettacoli offrendo un ventaglio di scelta più ampio possibile agli spettatori abituali cercando di coinvolgere anche quelli occasionali iniziandoli all’arte del teatro”. Prosegue Tagliacozzo “La stagione inizierà vedendomi protagonista nel ruolo di Artemio Rubicondi in una commedia divertente come “La notte dei vivi..morenti” e seguiranno spettacoli di compagnie esterne e di amici storici che faranno sorridere in una stagione che ha tutte le caratteristiche per stupire e dare conferme a chi sceglierà di seguirci. Terminerà con un grande classico, un intramontabile musical, “La Bella e la Bestia”, che come per l’imminente spettacolo dirigerò ed interpreterò nel ruolo della “Bestia”.

Anche quest’anno vantiamo collaborazioni di tutto rispetto, non soltanto con altre compagnie teatrali ma anche, a fine maggio, con l’associazione La Caramella Buona Onlus che da 18 anni è attiva a livello nazionale nella prevenzione e repressione della pedofilia e della violenza in generale. Un onore ed una conferma per le mie “Marionette” e una gratificazione per l’impegno e la passione che da sempre mettono in quello che fanno.”

Ricapitolando, sarà una stagione teatrale da non perdere, fatta di tanti spettacoli messi in scena con la maestria e la dedizione che da sempre caratterizza l’associazione “Marionette senza fili”, che oramai è una realtà culturale imprescindibile per il territorio della Provincia romana. Vi aspettiamo per condividere non solo spettacoli ma un anno intero di teatro, partendo da “La notte dei vivi..morenti”, il primo dei sette previsti in una nuova stagione 2015 pronta a lasciare il segno!

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