Pillole quotidiane

Children Tappers, le campionesse di casa nostra

Tra i sedici finalisti del programma targato Mediaset, condotto da Belen Rodriguez e Francesco Sole, ci sono le Campionesse del Mondo 2013 di Tap Dance: Federica Agostino,Valeria Ceccarelli, Asia D’Anna,Benedetta Petrazzuoli, Alice Pietrella, Arianna Riva e Ilaria Savina. Tra cantanti comici, mangiatori di spade e marionettisti , le sette ragazze dovranno impegnarsi al massimo per convincere il pubblico a votarle.

Read more

Spezie che fanno bene alla nostra salute

a cura di Roberta Ludovici

La cannella
La cannella era conosciuta già nell’antichità dai romani e in Egitto dove veniva utilizzata per imbalsamare i defunti. E’ un potente antiossidante, ha proprietà antibatteriche e antisettiche, stimola la circolazione e combatte il colesterolo. In oriente viene utilizzata per combattere il diabete di tipo 2, grazie alla presenza di un polifenolo che avrebbe un’azione simile a quella dell’insulina. Stimola il sistema immunitario, è un ottimo rimedio contro influenza e raffreddore.

Read more

Al Teatro di San Cesareo si ride con Babylon

L’associazione teatrale “Marionette senza fili”, guidata da Claudio Tagliacozzo, ospita presso il Teatro Auditorium Comunale di S. Cesareo che gestisce da dieci anni con ottimi risultati lo spettacolo, fuori stagione, “Babylon” con la regia di Piero Olivieri e Micaela Sangermano, in scena il 28 – 29 e 30 novembre (venerdì e sabato ore 21 e domenica ore 18).

Read more

Miur e Guardia di Finanza “Insieme per la legalità”

Al via la terza edizione del progetto “Educazione alla legalità economica” promosso dalla Guardia di Finanza e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’iniziativa è stata presentata a Roma nella sede del Comando Generale del Corpo ed ha visto, quali ospiti d’eccezione, Massimo Giletti e Rosario Fiorello.Il Progetto porterà i finanzieri nelle scuole primarie e secondarie d’Italia con l’obiettivo di creare e diffondere tra i giovani il concetto di sicurezza economica e finanziaria e affermare il messaggio della convenienza della legalità economica illustrando il delicato ruolo ed i compiti svolti dalla Guardia di Finanza.

Read more

Benefici dell’attività fisica sulla psiche

a cura di Roberta Ludovici

L’attività fisica produce molti benefici sia per la salute che per la psiche, migliora la sensazione di autoefficacia e di fiducia in se stessi. L’autoefficacia è l’insieme di convinzioni che le persone possiedono riguardo alle proprie capacità di organizzare ed eseguire azioni necessarie al raggiungimento dei propri scopi.
L’autoefficacia è collegata all’agire. Tali convinzioni riflettono le lezioni che la persona ha tratto dall’esperienza. Le persone con un basso livello di autoefficacia tendono a sottostimare le potenzialità e le opportunità, esagerano le difficoltà e si predispongono al fallimento. Le persone non si cimentano in attività che percepiscono come al di fuori della loro portata.
Fare sport implica il porsi degli obiettivi che aiutano a sentirsi più capaci e più fiduciosi nelle proprie possibilità di raggiungere delle mete. Porsi obiettivi troppo lontani e difficili da raggiungere non aiuta, meglio iniziare con una camminata di 30′ al giorno, per passare poi a obiettivi più impegnativi. Le convinzioni di efficacia per le attività sportive sono quelle di riuscire a padroneggiare le abilità fisico-motorie che contraddistinguono le diverse discipline. L’esperienza del successo contribuisce a rafforzare l’impegno e il desiderio di migliorare le proprie prestazioni. E’ importante scegliere un’attività sportiva che piace e adattarla alle proprie abitudini quotidiane, in modo da renderla parte integrante della giornata e non viverla come un impegno gravoso da portare obbligatoriamente a termine.
Lo sport dovrebbe essere vissuto come un momento di piacevole svago da dedicare a se stessi. Lo sport produce effetti positivi anche sull’autostima, l’immagine che una persona ha di se stessa. Esiste una relazione positiva tra la partecipazione ai programmi di attività fisica e alti livelli di autostima fisica e del concetto del sé globale sia nei bambini che negli adulti.
Coloro che hanno un basso livello di forma fisica, manifestano anche bassi livelli di autostima fisica, una riduzione delle motivazioni, atteggiamenti negativi verso lo sport e livelli di ansia più elevati quando vengono coinvolti nell’attività fisica.
L’insegnamento appropriato dell’educazione fisica può aiutare adulti e bambini a formare un’immagine obiettiva del loro sé fisico e ad acquistare una autostima positiva che consentirà loro di partecipare attivamente allo sport e sperimentare i vantaggi di questa partecipazione per tutta la vita.
Per le persone poco allenate, un allenamento troppo intenso oltre ad essere rischioso, è accompagnato da emozioni negative, legate alla fatica, al dolore muscolare e alla continua concentrazione psicologica sui movimenti non automatizzati. Se tali emozioni perdurano, questa tipologia di persone facilmente abbandona la pratica sportiva.

Read more

I diritti dei nativi digitali: decalogo per un sano rapporto tra bambini e web

Nel migliore dei casi – se frequentate le prime classi delle medie – ha il doppio dei vostri anni. Ma se siete alle elementari è probabile che sia tre volte più vecchia di voi, o quasi. È comprensibile, quindi, che la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, firmata a Ginevra 24 anni fa, il 20 novembre 1989, abbia bisogno di qualche aggiornamento.

Alla fine degli anni Ottanta i bambini erano diversi da quelli di oggi: né migliori né peggiori, solo differenti, come differenti sono – nel Terzo millennio – le possibilità e i pericoli a cui sono esposti i più piccoli. Basta pensare a Internet, che ha esordito nel 1983 e che per molto tempo ancora è stato alla portata di un numero molto ridotto di persone. O ai personal computer – i pc – che in quegli anni erano sconosciuti ai più: mentre oggi, come Popotus vi ha raccontato nelle scorse settimane, si lavora addirittura a un futuro digitale della scuola, i libri di carta stanno già cedendo il passo agli e-book, si farà lezione con tablet e lavagna elettronica.

C’è un modo – lo ha usato per primo lo scrittore americano Marc Prensky, nel 2001 – per definire i bambini che sono nati nell’era di internet, del pc e adesso di smartphone e tablet: nativi digitali. Cioè gente che nella tecnologia è immersa, che è cresciuta con il mouse tra le mani, a cui non bisogna spiegare come si usa un touch screen. A questi bambini è dedicato un decalogo pensato da Maria Maura – che di professione fa l’insegnante – e da lei stessa disegnato, vocalizzato e trasformato in un video (utilizzando solo con un tablet). Un lavoro realizzato in collaborazione con il Centro Studi Erickson e che ha avuto il patrocinio del Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.​​​​

Nel migliore dei casi – se frequentate le prime classi delle medie – ha il doppio dei vostri anni. Ma se siete alle elementari è probabile che sia tre volte più vecchia di voi, o quasi. È comprensibile, quindi, che la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, firmata a Ginevra 24 anni fa, il 20 novembre 1989, abbia bisogno di qualche aggiornamento.

Alla fine degli anni Ottanta i bambini erano diversi da quelli di oggi: né migliori né peggiori, solo differenti, come differenti sono – nel Terzo millennio – le possibilità e i pericoli a cui sono esposti i più piccoli. Basta pensare a Internet, che ha esordito nel 1983 e che per molto tempo ancora è stato alla portata di un numero molto ridotto di persone. O ai personal computer – i pc – che in quegli anni erano sconosciuti ai più: mentre oggi, come Popotus vi ha raccontato nelle scorse settimane, si lavora addirittura a un futuro digitale della scuola, i libri di carta stanno già cedendo il passo agli e-book, si farà lezione con tablet e lavagna elettronica.

C’è un modo – lo ha usato per primo lo scrittore americano Marc Prensky, nel 2001 – per definire i bambini che sono nati nell’era di internet, del pc e adesso di smartphone e tablet: nativi digitali. Cioè gente che nella tecnologia è immersa, che è cresciuta con il mouse tra le mani, a cui non bisogna spiegare come si usa un touch screen. A questi bambini è dedicato un decalogo pensato da Maria Maura – che di professione fa l’insegnante – e da lei stessa disegnato, vocalizzato e trasformato in un video (utilizzando solo con un tablet). Un lavoro realizzato in collaborazione con il Centro Studi Erickson e che ha avuto il patrocinio del Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.​​​​

Read more

il “Coding”:una nuova opportunità dei nostri tempi

Corsi di nuoto e di sci, corsi di lingua, corsi di pianoforte e violino, corsi di teatro. Di danza, di yoga, di kung-fu, di equitazione. Anche se siete uno dei quei genitori che non vedono l’ora di riempire la settimana dei propri figli, «perché se non si impara da piccoli poi non si impara più», probabilmente non avete mai preso in considerazione l’idea di iscrivere i vostri bambini a un corso di coding. Ovvero il codice informatico, la programmazione. No, non è (solo) roba da ingegneri. Per molti esperti è una materia sempre più necessaria per chi è nato in questo millennio, al pari dell’inglese.

«Imparare a programmare non serve solo a creare futuri programmatori, di cui pure c’è bisogno» spiega Alessandro Bogliolo, docente all’università di Urbino e «ambasciatore» per l’Italia della «CodeWeek», andata in scena lo scorso ottobre. «Il salto di qualità — continua Bogliolo — si fa quando si inizia a pensare che il coding debba diventare materia di studio». E lo sta diventando un po’ in tutto il mondo.

Barack Obama pochi mesi aveva esortato gli studenti americani: «Non comprate un nuovo videogioco, fatene uno. Non scaricate l’ultima app, disegnatela». In Italia, tra le linee guida del progetto del governo sulla «Buona Scuola» è citata anche l’«educazione al pensiero computazionale e al coding nella scuola italiana». Segnali che questi temi hanno raggiunto le istituzioni, sotto la spinta di un movimento dal basso. Sono moltissimi ormai i corsi, i work-shop e gli appuntamenti nel nostro Paese (v. sotto).

Il concetto chiave è il «pensiero computazionale», che ricorre anche nel documento del governo. «Significa pensare in maniera algoritmica ovvero trovare una soluzione e svilupparla — dice Bogliolo —. Il coding dà ai bambini una forma mentis che permetterà loro di affrontare problemi complessi quando saranno più grandi». Insomma imparare a programmare apre la mente. Per questo si può cominciare già in tenera età. Anche per uscire da un equivoco: quello che i nostri bambini, i cosiddetti «nativi digitali», siano bravissimi con le nuove tecnologie. «È un luogo comune» dice Massimo Avvisati, responsabile didattico dell’area Kids di Codemotion. Poi spiega: «Per gli adulti il tablet o lo smartphone sono una finestra di libertà. Molli il piccolo davanti a quello strumento per una mezzora, ti godi un po’ di pace, poi lo vedi disinvolto con la tecnologia e pensi che tutto finisca lì. Ma è una fruizione passiva». Quando i bambini si avvicinano al coding, invece, diventano soggetti attivi della tecnologia. I risultati sono immediati. In poco più di un’ora si può creare un piccolo videogioco, funzionante: «Li rendiamo produttori di tecnologia. E i ragazzi via via maturano anche una presa di coscienza. Quando lavorano per il loro videogame vogliono che sia difficile. “Altrimenti chi lo usa si annoia”, dicono. Iniziano a vedere le cose da una prospettiva diversa» aggiunge Avvisati.

Per fare tutto ciò servono strumenti adatti. Il più diffuso è Scratch: un «tool» di programmazione visuale (il codice del programma non deve essere digitato) ideato al Mit di Boston. Ne esiste persino una versione «junior» per chi ancora non sa leggere (dai 5 anni).
Crescendo le cose si fanno più complesse e il software si può interfacciare con il mondo fisico di altre «discipline» di frontiera: stampa 3D, hardware programmabile (tipo Arduino e Rasberry Pi), Lego Mindstorms e altro.
Ai genitori non è richiesta nessuna preparazione particolare. Se non quella di chiedere ai figli che cosa li incuriosisce di più, mostrando siti o brochure. L’attenzione al coding è in crescita anche da noi, alimentata da progetti come la «CodeWeek» che ha coinvolto 30 mila studenti (grazie anche all’interessamento del Ministero per l’Istruzione – Lo speciale su Corriere Scuola). Spiegano i responsabili del Campus La Camilla, un tecno-agriturismo a Concorezzo (Monza): «Quando siamo partiti con corsi di Scratch dai 7 agli 11 anni è stato un azzardo, ma ora abbiamo sempre una decina di iscritti. Con 10 ore si ha già una buona base».

AGGIORNAMENTO: Rispondo a soliti lettori nostalgici e inutilmente passatisti che dicono: “Cosa c’è di nuovo? Anch’io 30 anni fa facevo i corsi di Pascal, di Fortan, di Basic, etc!”. Sì, li ho fatti anch’io quei corsi. E ringrazio i miei genitori che me li hanno fatti fare, anche se nella vita il mio lavoro ha poco a che fare. Ma:
◦Non si facevano a 5, 6 e nemmeno a 8 anni
◦Oggi l’approccio al coding è completamente diverso: si punta alla scuola primaria e poi alle medie (secondarie inferiori) perché l’obiettivo è fornire, anche con pochissime ore di lezione, un approccio logico alla programmazione
◦Non si insegna un linguaggio specifico che magari, quando i bambini saranno adulti, sarà già stato accantonato da anni
◦La filosofia alla base del movimento dei Coderdojo, che molto ha già fatto per il coding, è quello dei metodi attivi, cioè il “learning by doing”. Imparare facendo. I bambini sono immersi in un ambiente logico e matematico, ma la creatività e la fantasia hanno un ruolo centrale negli incontri sul coding di oggi. Io di quei corsi di Pascal di 30 anni ricordo noiosissime e interminabili lezioni “frontali” teoriche (ma forse non ho avuto buoni insegnanti…)
◦Il movimento del coding promuove altri “valori” quali quelli del software libero, della condivisione e del “remix”, ovvero del riuso del codice realizzato da qualcun altro. In un mondo di steccati e “walled garden” erette da questa o quella big dell’elettronica di consumo è bene che più i giovani conoscano alternative.
◦Non è necessario e forse neanche utile puntare a far diventare il coding materia di studio curriculare in Italia. Mancano gli strumenti e la formazione degli insegnanti, sopratutto nella scuola primaria. Finora le iniziative hanno portato a portare nelle scuole, le esperienze (spesso volontaristiche) fatte sul territorio da gruppi e associazioni. E potrebbe essere la via giusta, almeno per un po’ di tempo.
◦Un punto importante: l’approccio ludico alla programmazione permette di rinforzare e di far comprendere meglio anche le tradizionali materie scolastiche. Come mi spiegava Massimo Avvisati di Codemotion: “Se in geometria hanno studiato l’angolo giro e nel videogioco che costruiscono devono ruotare un’astronave, ecco che riescono a dare un senso al concetto di 360 gradi. A 7 anni con Scratch riescono già a capire il sistema di coordinate cartesiane. Ma può valere anche per le discipline letterarie“
◦Avviso per mamme e papà: il coding non è una cosa “da maschietti” ma un ottimo strumento per avvicinare le discipline matematico-scientifiche anche le bambine. E aiutare al colmare in prospettive il “gender gap” che il settore sconta, anche ma non solo in Italia
◦Ai cruscanti che mi rimproverano di usare “coding” e non “programmazione”…. Per una volta il termine inglese ha senso per dare maggiore chiarezza: in italiano se dici “programmazione” il 99% delle persone pensa all’agenda della settimana o alla pianificazione dei ministeri. Per diffondere il concetto è più utile un termine non ambiguo. E poi l’inglese e la programmazione hanno parecchio a che fare, volenti o nolenti

Dove
Codemotion è una conferenza internazionale sulla programmazione e punto d’incontro tra appassionati su quel che ruota intorno alla tecnologia. L’edizione di Milano, con conferenze, corsi e workshop, è al Politecnico in Bovisa dal 26 al 29 novembre. Le attività Kids per bambini sono sabato, tra le 10 e le 18 (prenotare). Altri corsi di coding per bambini? Presso i Coderdojo italiani, vere palestre per imparare a programmare che hanno molte attività riservate ai più giovani. Informazioni su coderdojoitalia.org.
Il progetto L’Ora del Codice si svilupperà dall’8 al 14 dicembre in oltre 180 Paesi, tra cui l’Italia.
Per i più grandi (ma non solo) oltre al coding, si può passare anche ad argomenti quali stampa 3D, interazione con l’hardware (Arduino, Rasberyy Pi, Lego Mindstorms, etc). Il Museo nazionale della Scienza e Tecnologia di Milano ha un laboratorio di Tinkering come varie attività.

Come
Scratch è il «tool» più usato per avvicinare i bambini alla programmazione.
Dai 5 anni si può usare ScratchJr: anche per iPad
Sempre per iPad c’è anche HopScotch, gratuita.
Stencyl è un’alternativa a Scratch.
Per i più grandi c’è Processing .
Giochi per pc e console consentono di creare «mondi» e livelli, e poi condividerli. Il più celebre è Minecraft, ma ci sono anche titoli per console come i recenti Disney Infinity 2.0 e Little Big Planet 3

Read more

Festa dell’Albero 2014: Abbraccia un albero anche tu

Come ogni anno, anche questo 21 Novembre 2014 torna la Festa dell’Albero, quell’evento organizzato da Legambiente volto a valorizzare e celebrare gli alberi e il loro indispensabile contributo alla vita.

Spesso, infatti, non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma gli alberi sono davvero fondamentali nella nostra vita e per il nostro ambiente, ma ad oggi il loro numero sta dimuendo a dismisura, sopratutto perchè gran parte di essi viene abbattuta per costrurvi sopra edifici o parcheggi.

Ma gli alberi assorbono anidride carbonica e restituiscono ossigeno, proteggono la biodiversità, hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico.

E allora ecco che l’associazione ambientalista Legambiente anche quest’anno, insieme ai giovani e giovanissimi studenti delle scuole italiane, pianterà centinaia di giovani alberi lungo la penisola per riqualificare le aree degradate e per rendere le città più verdi, belle e vivibili.

Un gesto unirà tutto l’Italia: abbracciare un albero

Quest’anno, però, ci sarà anche una cosa in più. Oltre a piantare alberi, infatti, ci sarà un gesto che unirà da nord a sud le iniziative Legambiente in difesa del verde urbano, un gesto che parla al cuore di chi, come noi, ama la natura: abbracciare un albero.

Un gesto che, principalmente, andrà fatto in tutti quei territori dove il verde rischia di sparire sotto al cemento e il rischio idrogeologico è diventato una minaccia ad ogni pioggia.

Lo scopo, dunque, è quello di abbracciare un albero non solo per accendere i riflettori sul patrimonio nazionale di biodiversità, ormai sempre più in crisi, ma anche per un gesto di gratitudine verso i nostri amici che ci regalano aria pulita, ombra, frutti.

Festa dell’AlberoSe anche voi credete nell’importanza di un Paese più verde e più pulito, allora non dovete far altro che abbracciare un albero questo venerdì 21 Novembre alle ore 12:00, insieme a tutti quei sindaci, scuole, artisti, sportivi, cittadini di etnie e culture diverse che aderiranno all’iniziativa.

Potrete poi immortalare il vostro gesto con uno scatto fotografico da convidere sui social network con #abbraccialo e #festadellalbero. L’obiettivo è quello di battere il record del più grande abbraccio simultaneo agli alberi!

D’altronde non dimentichiamoci che abbracciare un albero ha anche degli importanti effetti benefici per la nostra persona: un’antica terapia di origini celtiche, la silvoterapia, ci insegna infatti a sfruttare l’energia positiva delle piante per rigenerare il nostro corpo ma soprattutto il nostro spirito.

Read more

Settimana dei Diritti dei bambini:scopriamo i diritti naturali

COME FOSSE UNA INTRODUZIONE – Mi piace giocare, disegnare, raccontare e ascoltare storie, fare e vedere uno spettacolo di burattini. Insomma mi piace il mondo dei bambini e delle bambine… anche perché credo sia importante che in noi resti vivo una parte di bambino. E per 16 anni ho giocato con i bambini dai 3 ai 6 anni.
Per questo più di 15 anni fa ho scritto il “Manifesto diritti naturali di bimbi e bimbe”. Lavorando prima come maestro e poi come dirigente scolastico mi sono accorto che quasi tutti i bimbi e le bimbe d’Europa o delle famiglie ricche del Sud del Mondo hanno riconosciuti i diritti stabiliti dalla Carta Internazionale dei diritti dell’Infanzia (istruzione, salute, gioco…). Ma agli stessi sono pressoché negati quelli che io definisco “diritti naturali”. Questo manifesto è rivolto ai grandi, anche perché i piccoli lo capiscono al volo. Un po’ come diceva il Piccolo Principe “…ai grandi bisogna sempre spiegare tutto quello che i bambini capiscono subito”.

FAR MEMORIA DELLA NOSTRA INFANZIA – Per capire l’infanzia e la fanciullezza ognuno deve fare memoria, cioè ripensarsi bambino. E per far questo è bene porsi alcune domande:
– cosa amavamo fare?
– dove giocavamo?
– con chi ci piaceva stare?
A partire da questi tre interrogativi, ritengo utile analizzare la situazione o meglio il rapporto fra mondo dell’infanzia e società moderna, alla luce di quei diritti che io ritengo completamente disattesi:

1. IL DIRITTO ALL’OZIO – Siamo in un momento della storia umana in cui tutto è programmato, curriculato, informatizzato. I bambini hanno praticamente la settimana programmata dalle loro famiglie o dalla scuola. Non c’è spazio per l’imprevisto. Non c’è, da parte dei bambini e delle bambine, la possibilità di qualcosa di autogestito, di giocare da soli. C’è bisogno di un tempo in cui i bambini siano soli, in cui imparino a “vivere il sistema delle regole”, imparando da soli a gestire i piccoli conflitti. E questo senza la presenza eccessiva degli adulti. È solo così che si diventa adulti sani.

2. IL DIRITTO DI SPORCARSI – “Non ti sporcare”, una frase tipica del genitore della società del benessere. Credo che i bimbi e le bimbe abbiano il sacrosanto diritto di giocare con i materiali naturali quali la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, i sassi, i rametti… Quanta gioia nel pastrocchiare con una pozzanghera o in un cumulo di sabbia. Proviamo ad osservare attentamnete bimbi e bimbe in alcuni momenti di pausa dai giochi organizzati oppure quando siamo in un boschetto… e scopriremo con quanto interesse riescono a giocare per ore con poche cose trovate per terra.

3. IL DIRITTO AGLI ODORI – Oggi rischiamo di mettere tutto sotto vuoto. Abbiamo annullato le diversità di naso, o meglio le diversità olfattive, tipiche di certi luoghi. Pensiamo alla bottega del fornaio, all’officina del meccanico delle biciclette, al calzolaio, al falegname, alla farmacia. Ogni luogo ha un proprio odore: nei muri, nelle porte, nelle finestre. Oggi una scuola, un ospedale, un supermercato o in una chiesa hanno lo stesso odore di detergente. Non ci sono più differenze. Eppure chi di noi non ama sentire il profumo di terra dopo un acquazzone e non prova un certo senso di benessere entrando in un bosco ed annusando il tipico odore di humus misto ad erbe selvatiche? Imparare fin da piccoli il gusto degli odori, percepire i profumi offerti dalla natura, sono esperienze che ci accompagneranno lungo la nostra esistenza.

4. IL DIRITTO AL DIALOGO – Dobbiamo constatare sempre di più la triste realtà di un sistema di comunicazione e di informazione “unidirezionale”. Siamo spettatori passivi dei tanti mass media: soprattutto la televisione. In quasi tutte le case si mangia, si gioca, si lavora, si accolgono gli amici “a televisione accesa”. E la televisone trasmette modelli culturali, ma soprattutto plasma il consumatore passivo. Con la televisione non si prende certo la parola. Cosa diversa è il raccontare fiabe, narrare leggende, vicende e storie, fare uno spettacolo di burattini. In questi casi anche lo spettatore-ascoltatore può prendere la parola, interloquire, dialogare.

5. IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI – La tendenza del mercato è quella di offrire tutto preconfezionato. L’industria sforna ogni giorno miliardi di oggetti “usa e getta” che non possono essere riparati. Nel mondo infantile i giocattoli industriali sono talmente perfetti e finiti che non necessitano dell’apporto del bambino o della bambina. L’abitudine al video-gioco è spesso incentivata dalla stessa scuola che, nel proporre l’introduzione del computer, ne suggerisce l’accattivante utilizzo ludico. E nel contempo mancano le occasioni per sviluppare le abilità manuali ed in particolare la manualità fine. Non è facile trovare bambini e bambine che sappiano piantare chiodi, segare, raspare, cartavetrare, incollare… anche perchè è difficile incontrare adulti che vanno in ferramenta a comprare i regali ai propri figli. Quello dell’uso delle mani è uno dei diritti più disattesi nella nostra società post-industriale.

6. IL DIRITTO AD UN “BUON INIZIO” – Mi riferisco alla problematica dell’inquinamento. L’acqua non è più pura, l’aria è intrisa di pulviscoli di ogni genere, la terra è inquinata dalla chimica di sintesi. Si dice sia il frutto non desiderato dello sviluppo e del progresso. Eppure oggi è importante anche “tornare indietro”. Ritrovato il gusto del camminare per la città, lo stare insieme in maniera conviviale. Ed è questo che spesso i bimbi e le bimbe ci chiedono. Da qui l’importanza dell’attenzione a quello che fin da piccoli “si mangia”, “si beve” e “si respira”.

7. IL DIRITTO ALLA STRADA – La strada è il luogo per mettere in contatto le persone, per farle incontrare. La strada e la piazza dovrebbero permettere l’incontro. Oggi sempre più le piazze sono dei parcheggi e le strade sono invivibili per chi non ha un mezzo motorizzato. Piazze e strade sono divenute paradossalmente luoghi di allontanamneto. É praticamente impossibile vedere bambini giocare in piazza. Gli anziani sono continuamente in pericolo in questi luoghi. Dobbiamo ribadire che, come ogni luogo della comunità, la strada e la piazza sono di tutti… così come ancora è in qualche paesino di montagna o in molte città del Sud del mondo.

8. IL DIRITTO AL SELVAGGIO – Anche nel cosidetto tempo libero tutto è preorganizzato. Siamo nell’epoca dei “divertimento”. I parchi gioco sono programmati nei dettagli. Così accade anche nel piccolo, nei parchi delle scuole o nelle aree verdi delle città, compreso l’arredo urbano. Ma dov’è la possibilità di costruire un luogo di rifugio-gioco, dove sono i canneti e i boschetti in cui nascoondersi, dove sono gli alberi su cui arrampicarsi? Il mondo è fatto di luoghi modificati dall’uomo, ma è importante che questi si compenetrino con luoghi selvaggi, lasciati al naturale. Anche per l’infanzia.

9. IL DIRITTO AL SILENZIO – I nostri occhi possono socchiudersi e così riposare, ma l’apparato auricolare è sempre aperto. Così l’orecchio umano è sottoposto continuamente allle sollecitazioni esterne. Mi sembra ci sia l’abitudine al rumore, alla situazione rumorosa al punto da temere il silenzio. Sempre più spesso è facile partecipare a feste di compleanno di bimbi e bimbe accompagnate da musiche assordanti. E così è anche a scuola. L’emblema di tutto ciò è dato da coloro che si spostano alle periferie delle città e a piedi o in bicicletta si portano nella natura per una bella passeggiata con le cuffie dell’Ipod ben inserite nelle orecchie. Perdiamo occasioni uniche: il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua. Il diritto al silenzio è educazione all’ascolto silenzioso.

10. IL DIRITTO ALLE SFUMATURE – La città ci abitua alla luce, anche quando in natura luce non c’è. Nelle nostre case l’elettricità ha permesso e permette di vivere di notte come di fosse giorno. E così spesso non si percepisce il passaggio dall’una all’altra situazione. Quel che più è grave è che pochi riescono a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto. Non si percepiscono più le sfumature. Anche quando con i bambini usiamo i colori non ci ricordiamo più delle sfumature. Il pericolo è quello di vedere solo nero o bianco. Si rischia l’integralismo. In una società in cui le diversità aumentano anziché diminuire, quest’atteggiamento può essere realmente pericoloso.

Cerchiamo insieme di guardare il mondo con gli occhi dei bimbi e delle bimbe.

Read more

GIORNATA DEI DIRITTI DEI BAMBINI: ecco tutte le iniziative a Roma

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, data nella quale l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Oltre 190 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione che in Italia è stata recepita nel 1991.

In questi venticinque anni, il tasso di mortalità infantile mondiale si è dimezzato e l’accesso all’istruzione scolastica è migliorato. Nonostante questo ancora oggi molti bambini e adolescenti sono vittime di violenze o abusi, discriminati, emarginati e vivono in condizioni di grave trascuratezza, anche in Italia.

Per l’occasione, le Biblioteche di Roma, da sempre sensibili e attente al mondo dei bambini e dei ragazzi, hanno organizzanto attività culturali ed eventi come letture, laboratori, esposizioni con l’obiettivo di diffondere i principi della Convenzione e soprattutto dare conto ai diritti dei bambini, secondo lo spirito del documento internazionale che vede i bambini come soggetto dei loro diritti e non solo come persone oggetto di una speciale protezione.

Programma anniversario della Convenzione dei diritti dell’infanzia

FRANCO BASAGLIA

Mostra fotografica e documentaria per gruppi classe e utenza libera, su “I diritti dei bambini”.
A cura di Amnesty International, per l’intera settimana (17-24 novembre 2014).

Vetrina tematica sui diritti dei bambini per ragazzi e adulti.

giovedì 20 novembre

ore 10.00 sala conferenze
Come fu che l’arcobaleno
Spettacolo a cura del Clownotto Con la Scuola Elementare Calasanzio – In collaborazione con il Municipio Roma XIV – Assessorato alla Cultura.

ore 10.00 sala ragazzi
I bambini nascono per essere felici
Giochi di ruolo per scoprire i diritti dei piccoli per le scuole elementari A cura di Flavia Citton dell’Ufficio Educazione e Formazione Amnesty International.

ore 17.00 sala conferenze
D(i)RITTI ALLA FIABA!
Spettacolo a cura del Clownotto.

ore 18.30 sala conferenze
“A venticinque anni dalla Convenzione ONU dei Diritti dell’Infanzia. Incontro dibattito”
Con Rappresentanti delle associazioni Amnesty International Italia, Comitato Italiano Unicef, Save the Children, Emergency e Rappresentanti delle istituzioni locali.

BIBLIOTECA CENTRALE RAGAZZI

giovedì 20 novembre ore 10.30
Presentazione del libro e laboratorio Il cammino dei diritti in collaborazione con Amnesty International Italia riservato alla scuola elementare.

CASA DEI BIMBI

Diritto ad una Sana Alimentazione

lunedì 17 novembre ore 17.15
Incontro informativo sui benefici di un alimentazione sana, a cura di Andreas Prieth di UPM Seguito da un rinfresco a base di prodotti naturali, è gradita la prenotazione.

martedì 18 novembre ore 17.15
Incontro con l’autore sul libro A Bocca Piena di e con Massimiliano Maiucchi.

giovedì 20 novembre ore 17.00
Mini Corso di Cucina, a cura dell’associazione UPM presso UPM Un Punto Macrobiotico in Via S. G. Morgeto, 175.

CASA DEL PARCO
Diritto al gioco. Racconti, canti e giochi dei bambini Saharawi

giovedì 20 novembre 2014 ore 10.00-13.00
L’Associazione Limone nel Verde onlus parlerà ai bambini delle scuole elementari dei diritti della Convenzione attraverso giochi e letture.
In particolare si parlerà saharawi – attraverso filmati, letture e soprattutto giochi – delle condizioni di vita e la cultura dei bambini che ancora non possono godere dei loro diritti come i profughi.

CORNELIA

venerdì 21 novembre ore 10
In occasione dell’anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia Presentazione del libro Il cammino dei diritti, dedicato a Malala Youfaszai Premio Nobel per la pace 2014 A cura di Amnesty International Italia.

GIORDANO BRUNO

venerdì 21 novembre ore 17.30
In occasione dell’anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia Presentazione del libro Il cammino dei diritti, interviene Alberto Emiletti responsabile dell’Ufficio educazione e della sezione italiana di Amnesty International

ELSA MORANTE

sabato 22 novembre ore 10.00-12.30
Festa dei diritti dei bambini e delle bambine
Laboratori, giochi, letture per parlare di diritti dei bambini a cura della Cooperativa Futura all’interno del progetto “Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza nel Municipio X” lotto Ostia Ponente.

GOFFREDO MAMELI

martedì 18 novembre ore 10
Un mondo a misura di bambino
Presentazione e laboratorio sul libro Il cammino dei diritti a cura di Amnesty International Italia per le scuole.

GIANNI RODARI

mercoledì 19 novembre ore 17.15
Lettura del libro Ranocchio e lo straniero”di Max Velthuijs a cura di Amnesty International Italia.

GUGLIELMO MARCONI

giovedì 20 novembre ore 10
Percorso su alcuni articoli della convenzione attraverso il libro I bambini nascono per essere felici: i diritti li fanno diventare grandi.
A cura dei lettori volontari per la scuola dell’infanzia e primaria.

NELSON MANDELA

giovedì 20 novembre ore 10.00-12.00
Presentazione e Laboratorio sul libro Il cammino dei diritti a cura di Amnesty International Italia per la scuola elementare.

PASOLINI
giovedì 20 novembre ore 17.00
Nel paese dei diritti
Letture ad alta voce per i bambini dai 4 anni in su A cura della biblioteca.

venerdì 21 novembre ore 10.00
Presentazione e Laboratorio sul libro Il cammino dei diritti a cura di Amnesty International Italia per le scuole.

RENATO NICOLINI in collaborazione con il Municipio Roma XI

Martedì 18 novembre ore 17

Diritto all’istruzione

proiezione del film “Vado a Scuola” per genitori e bambini

Giovedì 20 novembre 2014 ore 17
Diritto ad essere ascoltati Spazio Insieme in Biblioteca per bambini piccoli e genitori
Diritto alla salute presentazione del libro “Bambini, troppe medicine”, del pediatra Franco De Luca, per adulti.

Venerdì 21 novembre ore 17
Diritto ad esprimersi
proiezione del video-documentario Ve li raccontiamo noi i diritti regia Carlo Antonicelli
presentato da Matteo Frasca per insegnanti, studenti e genitori

VALLE AURELIA

mercoledì 18 novembre ore 10
Presentazione e Laboratorio sul libro Il cammino dei diritti a cura di Amnesty International Italia per le scuole.

giovedì 20 novembre ore 17.00
Con lo sguardo dell’adolescenza
Proiezione del film di Claudio Giovannesi: “Alì ha gli occhi azzurri”.
Seguirà un dibattito sui diritti degli adolescenti guidato da Pino Grossi.
La biblioteca offrirà una vetrina bibliografica sul tema.
Il momento sarà allietato da un piccolo rinfresco finale.

BIBLIOTECA VILLA MERCEDE

venerdì 21 novembre ore 18.00-20.00
Il vento dell’arte realizzata da Save the children in collaborazione con la cooperativa Civico Zero e la Galleria di Architettura “ Come se” proiezione di 7 cortometraggi prodotti dai minori stranieri che hanno partecipato al progetto “ Tutto Mondo”, alternate a letture dei Griot.

Altre notizie che potrebbero interessarti:

il_libro_della_giunglaConcerto per bambini Il Libro della Giungla e l’Orchestra NuovaKlassica la-foresta-dei-sogni-nido-maisonetteNido e scuola d’infanzia trilingue Maisonnette in zona Infernetto, Casalpalocco

Read more